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giovedì 16 maggio 2013

La comunicazione mamma-papà-bambino

Quello che caratterizza l'educazione e la differenzia dalla violenza o dall'addestramento è il linguaggio.
 Non sono i casi della vita, buoni o cattivi (che danno piacere o sofferenza), che possono fare il bene o il male di un bambino o di una persona (cioè costituirlo vivente e in dinamica o paralizzarlo), ma la qualità della parola con cui questi casi sono detti attorno a lui. 
Non la ricchezza o la povertà, la salute o la malattia, la nascita di un fratello o la morte della nonna, ma l'autenticità della comunicazione che vi si realizza attorno.
 "Quello che cerco di fare è fare riflettere i genitori sul fatto che la più grande sofferenza dell'essere umano (anche neonato) è non comunicare con gli altri”.

 Bisogna dire la verità.
Educare i bambini non vuol dire fare loro piacere, ma introdurli da soggetti responsabili nel mondo degli adulti.
 
 Françoise Dolto


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