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martedì 28 maggio 2013

Libri educativo-pedagogici per genitori ed educatori

Visto la mia piccola biblioteca casalinga di testi pedagogici volevo condividere con voi alcuni titoli che mi sembrano meritevoli di essere letti. Leggere non tanto per avere risposte o consigli o ricette a situazioni specifiche, ma leggere per riflettere, mettersi in discussione, riformulare e trovare da sè nuovi stimoli per crescere i propri bambini e per svolgere professionalmente il proprio lavoro.                  Buona Lettura!!!!!


Lo sviluppo motorio del bambino: che cosa fare e che cosa non fare per asse-condarlo: le osservazioni e i consigli di un pediatra. L'autrice aveva a lungo studiato la capacità totalmente indipendente del bambino di arrivare dalla posizione neonatale a quella eretta senza alcun bisogno di esercizi, anticipazioni, sollecitazioni, che anzi ritardano lo sviluppo stesso o rendono insicuro il bambino nei primi due anni di vita. Emmi Pikler è giunta a elaborare una sorta di alfabeto dei movimenti che ciascun bambino, se lasciato effettivamente libero, è capace di elaborare, non diversamente da quanto avviene per il linguaggio.

 
Perché un neonato guarda affascinato la mamma e poi distoglie bruscamente lo sguardo? Che cosa vede quando fissa intensamente un punto luminoso? In che modo capisce poco alla volta di essere 'separato' dal mondo che lo circonda? Tutti i genitori vorrebbero sapere che cosa 'pensa', come vede il mondo, il loro bambino appena nato.
In questo libro insolito e affascinante Daniel Stern - che è un padre oltre che un'autorità riconosciuta negli studi sullo sviluppo infantile - illumina l'universo incantato e misterioso che tutti abbiamo attraversato, che abbiamo dimenticato e che ci risulta così difficile da riafferrare.
Questo 'diario' immaginario di un bambino da sei settimane a quattro anni riproduce le esperienze, le gioie, le paure, le scoperte, le ombre e le emozioni che animano il suo mondo interiore in continua evoluzione.
In questo modo, le acquisizioni più recenti della ricerca scientifica servono a penetrare nella magia dell'universo infantile e l'occhio attento e 'oggettivo' dello studioso viene messo al servizio dello sguardo partecipe ed emozionato del genitore.
Un libro unico, commovente, illuminante.

 Partendo dalle immagini e dalle parole del libro, i bambini avranno la possibilità di raccontare se stessi, e gli adulti di raccontare ai bambini come erano, quando avevano la loro età. Perché una definizione unica di infanzia non esiste. Esistono tante esperienze che diventano tanto più utili quanto più possono aiutare a ridurre le distanze fra adulti e bambini, per instaurare una relazione di comprensione reciproca fatta di rispetto e di attenzione. Un libro che invita a esplorare il tema dell’identità, attraverso la parola, il racconto, ma anche il disegno. Le sue pagine, infatti, offrono una coloratissima galleria di ritratti, ognuno ispirato a un carattere e a una personalità infantile diversa. In questo senso, Che cos’è un bambino può essere utilizzato per spingere i piccoli lettori a osservare in che modo il disegno racconta i diversi caratteri, magari approfondendo la riflessione, mostrando ai bambini anche ritratti realizzati da grandi artisti del passato.

 Spesso, David Grossman ci ha raccontato nei suoi libri storie di adolescenti e di bambini. Con “L’abbraccio”, arrivato nelle librerie poco prima di Natale, lo scrittore parla, invece, direttamente ai bambini. E lo fa con il loro linguaggio, fresco ed estemporaneo. E’ un dialogo dolcissimo tra un bambino e la mamma. C’è la scoperta del bambino della propria unicità. La comprensione che l’unicità, per quanto bella, comporti, però anche un senso di solitudine. E quindi come arginare questo senso di solitudine accettata sì, ma con un po’ di tristezza? Qual è quella cosa che anche per poco ci fa smettere di essere “uno” e ci fa diventare “due”? L’abbraccio, rivela la mamma al suo bambino. E allora il bimbo ritrova in quella stretta tenerezza e amore. Perché da uno, diventa due.
Recensione di Mamma Melania: "x chi ha bimbi al nido: x confrontare com'è x chi li porterà: x sapere come dovrebbe essere, o almeno come potrebbe essere x chi ha bimbi a casa: x imparare a proporre molti giochi creativi diversi dal solito, x imparare come arredare i loro spazi interni ed esterni, x imparare anche a fare giochi "fisici" tra mamma e bimbo, x imparare anche l'importanza del gruppo e della compagnia di altri bimbi x chi lavora coi bimbi in età nido: indispensabile!"


 Il volume non presenta solo un gran numero di suggerimenti pratici (attorno al mangiare, al riposo, al gioco, alle attività all’esterno...) ma compone un mosaico di pezzi educativi entro un progetto educativo globale.




 Il bambino nasce "competente" e dispone gia di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalita e induce un deleterio stato di insicurezza. Juul invita, allora, a un'attenta osservazione del bambino, considerato non piu come soggetto passivo ma, al contrario, come un "centro attivo di competenze": il passo necessario per un atteggiamento dialogico che possa orientarlo verso una costruzione armonica delle sue relazioni con la famiglia e il mondo. Il bambino e competente e un libro che, in linea con le piu avanzate tendenze del dibattito pedagogico, propone una teoria innovativa sul processo di apprendimento e offre anche una serie di utili consigli pratici ai genitori.

In "Libertà e amore", Elena Balsamo, già autrice di "Sono qui con te", ci conduce in un  viaggio attraverso lo spazio e il tempo per riscoprire un nuovo modo di approcciare il bambino, dalla vita prenatale all’età evolutiva. Parliamo della  visione di Maria Montessori, donna straordinaria che ha dato vita a un sistema educativo (a dir poco rivoluzionario) diffuso in ogni parte del mondo ma ancora poco noto in  Italia. La scuola montessoriana consiste in un vero e proprio laboratorio creativo nel quale, in un ambiente ricco di amore, di rispetto e di autentica libertà di scelta, le capacità intellettuali e manuali del bambino sono libere di svilupparsi in tutta la loro forza e bellezza. Ma quello di Maria Montessori non è solo un metodo educativo, è molto di più. Il suo infatti è un modo di guardare il mondo e gli esseri che lo abitano con gentilezza e amore, nella consapevolezza che siamo tutti parte dello stesso eco-sistema.

Non bisogna cercare di essere genitori perfetti o, tantomeno, aspettarsi che perfetti siano i figli. Il segreto - dice Bruno Bettelheim - sta nell'essere un genitore "quasi" perfetto, cercare di comprendere le ragioni dei propri figli, mettersi nei loro panni, costruire con loro un profondo e duraturo rapporto di comunicazione emotiva e affettiva. Solo questo scambio paritario consente di riconoscere, affrontare e risolvere i problemi che via via si presentano nella vita quotidiana della famiglia: dalle collere e dai capricci ai terrori notturni della prima infanzia, dal rifiuto della scuola alle ribellioni adolescenziali, dalla questione della disciplina a quella delle punizioni, dalle prime esperienze e dal gioco sino alla costruzione dell'identità del bambino.

"Carissimi genitori che avete la fortuna di avere un bambino di pochi mesi o di uno o due anni, carissimi nonni che avete un nipotino o una nipotina agli albori della vita, vi scrivo per dirvi che avete a che fare con un grandissimo tesoro: un nuovo essere umano, pieno di misteriose potenzialità, che diverrà adulto tra vent'anni, una persona, si sa, totalmente diversa da quella che ora avete sotto gli occhi, ma tanto più aperta quanto più preserverete la sua originalità, permettendo a lui o a lei di costruire la propria libertà interiore.
Se siamo così bravi a capire le richieste di un piccolo animale domestico che non parla, certo saremo capaci di interpretare quelle, altrettanto silenziose, di un neonato. L'importante è non anticiparle mai, trattandolo da grande quando è ancora così vicino alla nascita, buttandolo troppo presto in mezzo al chiasso, alle luci, alla concitazione della nostra vita quotidiana.
No! Andiamo adagio per favore, trattiamolo con il riguardo che si ha con una pianta delicata o un vetro prezioso. Seguiamolo piuttosto che imporgli le nostre abitudini, adottiamo con lui la lentezza del bradipo o della chiocciola, anziché il balzo vittorioso del ghepardo che appartiene piuttosto alla pubertà e all'adolescenza... Costruire nel presente senza anticipi, né rinvii...
Una grande responsabilità riguarda nei primi anni non solo i genitori, ma l'intero nucleo familiare, gli amici della coppia o dei nonni, la persona che aiuta in casa o il pediatra. Ogni bambino nuovo ci riguarda tutti e da vicino!
Ho il compito, amici di questo ideale villaggio intorno a ogni nuovo nato, di darvi qualche suggerimento che vi aiuti a sentire leggero ed efficace il cammino educativo. Non l'ennesimo manuale se possibile, ma un insieme di riflessioni che vorrei condividere con voi dopo una lunga vita di lavoro trascorsa soprattutto con i più piccoli."
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