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sabato 10 agosto 2013

L'importanza del gioco "recuperato" nella prima infanzia



I materiali naturali e di recupero, e in generale i materiali non-strutturati, non prevedono un utilizzo univoco e "corretto" da parte dei bambini ( come la grande maggioranza di giochi che si trovano normalmente nei negozi del settore!!), ma si aprono a molteplici e illimitate possibilità di gioco. 
Diventano così strumenti privilegiati ed estremamente efficaci per favorire e veicolare i primi contatti  e le prime interazioni con l'altro. Molti degli oggetti e giocattoli strutturati, solitamente proposti dal mercato per i bambini molto piccoli, spesso esauriscono la sollecitazione e la curiosità in azioni prevedibili e standardizzate non riuscendo proprio per ciò a garantire le opportune possibilità d'esperienza, sperimentazione attiva e conoscenza.

Cestino dei tesori

Il cestino dei tesori è una proposta-gioco indicata per i più piccoli, cioè per quei bambini che non sono ancora in grado di muoversi autonomamente.

Materiali come legno, metallo, sughero, ottone, pietre, conchiglie, spugne naturali, differenti tipologie di carta, piume, stoffe di varie consistenze (pelle, cotone, lino, pizzo, peluche, velo, …), pigne diventano elementi capaci di sollecitare la curiosità e l’esplorazione spontanea da parte dei bambini, sia riguardo le loro caratteristiche specifiche e peculiari – consistenza, peso, forma, colore, odore, sonorità, sapore – sia riguardo al fatto che sono materiali completamente non-strutturati, ovvero in grado di essere plasmati, trasformati, esplorati, assemblati, utilizzati in base alle curiosità interpretative che si intrecciano con le competenze e le abilità dei bambini.

L’utilizzo dei materiali naturali e di recupero rappresenta per i piccoli, infatti,  una scelta che amplifica le occasioni di conoscenza rispetto ai materiali e a ciò che li circonda, ma anche rispetto a loro stessi e alle loro possibilità.

Si sviluppa, così, l’abilità all’uso delle mani nella prensione e nella manipolazione, e la sensibilità al contatto con materiali percettivamente diversi.




Gioco Euristico

Nel loro secondo anno di vita, i bambini sentono il bisogno di esplorare e scoprire autonomamente il modo in cui gli oggetti si comportano nello spazio, a seconda di come vengono maneggiati.

Hanno, perciò, bisogno di un’ampia varietà di oggetti con i quali sperimentare: oggetti sempre nuovi, naturali, appartenenti alla quotidianità dell’adulto, interessanti.

Il verbo greco “eurisko”, da cui il termine euristico, significa “riuscire a scoprire” o “raggiungere la comprensione di”. Questo è esattamente ciò che i bambini fanno da soli, senza bisogno che gli adulti li indirizzino: basta che abbiano i materiali idonei a portare avanti le loro esplorazioni.

Materiali utilizzati: legno (sughero, castagne, pigne, scatole di varie dimensioni, cubi, cerchi, anelli tende, spatole, cucchiai, portatovaglioli, portauova, puzzle, mattoncini, pennelli da barba, mollette, …);

metallo (cucchiai, cucchiaini, fruste, chiavi, spargi fiamma, coperchi di varie dimensioni, scatoline, portachiavi, coperchi, colini, piccoli pezzi di catene, piattini, …);
stoffa (pelle, peluche, lino, cotone, spugne naturali, yuta, velo, pizzi, nastri, …);
carta di varie consistenze e misure.


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