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mercoledì 11 settembre 2013

L'ambientamento al nido d'infanzia: riflessioni e pensieri.

Credo proprio che questo sia un argomento da affrontare, soprattutto in questo periodo nel quale molti servizi per l'infanzia riaprono e molte famiglie con i loro cuccioli dovranno affrontare tale "passaggio".

Che cos'è?
L'ambientamento è il progressivo periodo di familiarizzazione del bambino e della famiglia all'esperienza nido. Infatti lo scopo principale di tale momento è appunto quello di condurre progressivamente il bambino e i genitore ad ambientarsi, conoscere e vivere, il nuovo ambiente e le nuove routine.

Come inizia?
In quasi tutte le strutture per l'infanzia l'ambientamento inizia con il colloquio individuale, il quale offre un primo momento di incontro e di conoscenza dell'educatrice di riferimento e dei genitori (mamma e papà). Esso è finalizzato al ricevere e al dare informazioni sul proprio bimbo, lasciando spazio al racconto dei genitori. Questo colloquio favorisce anzitutto l'instaurarsi di un primo rapporto di fiducia e collborazione reciproca tra spazio-famiglia e spazio-nido, considerando l'importanza e la delicatezza di questo momento.

In questo periodo, l'ingresso al nido avverrà gradualmente per circa quindici giorni, durante i quali si allungheranno i tempi di allontanamento del familiare e si allungheranno i tempi di permanenza del bambino al nido. Perchè circa?! Circa perchè ogni bambino ha un suo tempo che va rispettato; i tempi di permanenza del bambino e del genitore vengono così decisi di giorno in giorno con l'educatrice.
I bambini, lentamente, avranno modo di partecipare e condividere con gli altri bimbi i momenti di routine, quali la merenda del mattino, il momento della cura personale, il pranzo o la nanna.

Lo spazio "rassicurante" nella quale vengono accolti i bambini e la famiglia dovrebbe essere sempre lo stesso, con la compagnia di un piccolo gruppo di bambini. Ciò permette di creare ai nuovi arrivati i primi riferimenti rassicuranti, accolgono le emozioni, favoriscono le relazioni sociali, aiutano ad accettare e ad adattarsi con serenità alla nuova situazione. Uno spazio suddiviso in piccoli angoli, nella quale è il bambino che sceglie come, quando, cosa toccare, spostare, osservare, manipolare.... con giochi prevalentemente destrutturati ( prevalenza di materiale appartenente alla vita quotidiana del bambino e facente parte del "gioco euristico"), quindi materiali naturali, contenitori di legno, arredi in legno e con  colori possibilmente pastello.

Chi lo fa? 
L'educatrice di riferimento è colei che per il primo periodo di ambientamento affiancherà la famiglia e il bimbo durante la permanenza al nido, stando attenta di ricercare col bambino una "comunicazione a distanza", ossia rispetta la distanza che il bimbo crea con l'educatrice a attende che sia il bambino a diminuire tale. D'altra parte il genitore che accompagna l'ambientamento del proprio bimbo dovrebbe garantire la sua presenza nella stanza "da lontano", consolando con uno sguardo, una parola, un sorriso, un gesto del corpo, e non invadendo lo spazio di conoscenza e gioco che il bambino crea. E' la stessa presenza che "rassicura affettivamente" il bambino da lontano, ossia dal posto in cui è invitato a sedersi.
L'educatrice, d'altra parte, si impegna a realizzare modalità di relazione e di contenimento affettivo idoneo ad ogni singolo bambino e ad ogni singola famiglia, differente ogni giorno in base al modo in cui procede l'ambientamento.
Ci tengo a precisare che l'importanza della educatrice di riferimento va a sfumarsi con la conclusione dell'ambientamento, in quanto è il gruppo educativo che si fà portatore poi della cura di ogni singolo bambino e genitore.

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