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domenica 24 novembre 2013

Infinite Passioni Creative: Le ultime creazioni Lula - Giochi per l'infanzia Artigianali


Giochi per l'infanzia di grande valore pedagogico ed educativo in quanto permettono al bambino di sperimentare ed arricchire spontaneamente la creatività, la conoscenza e la scoperta di sè e del mondo. (per ulteriori info:
http://www.facebook.com/LulaCreazioniEGiochiHandmade )
Un regalo per Natale molto prezioso!!

mercoledì 20 novembre 2013

Educhiamo!: Le emozioni negative nello sviluppo di sè: "viverle" al nido.

Educhiamo!: Le emozioni negative nello sviluppo di sè: "viverl...    Vai sul link!!

 L'emozione che spesso il bambino vive al nido, in rapporto al "gruppo sociale" nel quale vive, è la " rabbia ". 


Consiglio di dare un'occhiata! Ne vale la pena!!!
Questo, in particolare, È stato scritto da me in collaborazione con Valentina Ferri e il suo blog Educhiamo!

martedì 12 novembre 2013

Il sonno: tra fiducia e abbandono. Il lettino montessoriano

Vorrei condividere con voi alcuni pensieri e riflessioni che riguardano uno dei momenti maggiormente "Pedagogici" : 
la Nanna.


Il sonno è innanzitutto una necessità vitale che ci viene imposta dal nostro cervello così come ci avverte quando siamo stanchi.

Il sonno ha i suoi oggetti preferenziali: letto, materasso, coperte. Con i bambini il sonno può diventare una vera e propria lotta. Il sonno dei bambini viene molto spesso indotto, tanto che, a volte, si creano delle vere e proprie schiavitù abitudinarie, nonchè delle vere tragedie notturne.

In generale, il sonno è una manifestazione vitale e, come tale, è basato su un'alternanza dei ritmi, un'alternanza di cicli della durata di due ore circa che si ripetono nel corso della notte.


Fasi del sonno:

- Addormentamento. Introduce al sonno ed è lo stato di sonnolenza. I primi segni di stanchezza sono la fase più importante: è il momento in cui il cervello invia il messaggio "preparati ho bisogno che mi aiuti ad abbandonare il mio corpo per poterlo ricaricare". 
Per i bambini tale segnale è davvero importante.
Si sbadiglia, i muscoli degli occhi perdono forza, il bambino succhia il pollice, si tocca il naso, strofina gli occhi, tocca i capelli, tocca le orecchie, ... 
- Sonno Lento. Fase caratterizzata dalla calma: la respirazione è normale, il viso è disteso, gli occhi sono fermi dietro le palpebre. Il sonno mano a mano diventa sempre più pesante.
- Sonno Rapido o REM (Rapid Eye Moviments).  Verso la fine del ciclo il ritmo cerebrale cambia. La persona è in assenza di tono muscolare, ma gli occhi si  muovono sotto le palpebre attraverso movimenti rapidi, la respirazione diventa più superficiale e il viso si contrae. Ci si predispone al risveglio (se è il sonnellino del pomeriggio) o ad un nuovo ciclo ( se si tratta di nanna notturna).

Nel bambino piccolo i cicli di sonno sono più brevi, aumentando gradualmente e progressivamente finchè raggiungono il ritmo di due ore, come quello dell'adulto.

La "National Sleep Foundation" degli Stati Uniti ha stilato uno schema sulla quantità di ore di sonno divise per fascie di età:

  • Neonati: tra 12 e 18 ore
  • Bambini da 12 a 36 mesi: tra 12 e 14 ore
  • Bambini dai 3 ai 5 anni: tra 11 e 13 ore
  • Bambini dai 5 ai 10 anni: tra 10 e 11 ore
  • Pre-adolescenti - Adolescenti: tra 8 e 9 ore


Il sonno è un bisogno che si presenta ad ore fisse ed è importante rispettarle, in quanto un bambino piccolo che non ha potuto o non è riuscito ad addormentarsi all'ora richiesta dal suo corpo-cervello , difficilmente riuscirà a non piangere per tutto il periodo del ciclo finchè non giunge il nuovo ciclo.

Uno studio-ricerca effettuato dall' University College di Londra, pubblicato sulla rivista "Epidemiology and Community Health", ha scoperto che i bimbi che ogni giorno vanno a nanna alla stessa ora hanno una intelligenza più sviluppata rispetto a coloro che vanno in orari diversi e non regolari. Lo studio è stato effettuato su 11.000 bambini di 3/7 anni. Gli studiosi hanno così sottolineato che il sonno è fondamentale per un migliore sviluppo della plasticità cerebrale, ossia la capacità del cervello di cambiare e modificarsi per permettere i diversi apprendimenti.

I bambini sono molto attenti ad osservare le azioni ed ascoltare i messaggi espliciti ed impliciti che i genitori fanno: quindi può vedere come i "grandi" considerino importante essere attivi; e il sonno invece li allontana da loro. Raramente può vedere dormire i suoi genitori e perciò hanno la sensazione di poter perdere sempre qualcosa di straordinario durante la nanna .. meglio opporsi, stare svegli e fare come gli adulti!

Un bambino piccolo per addormentarsi ha bisogno di una condizione di fiducia e di abbandono: un percorso  che ogni bambino compie con gradualità.


 Il sonno è un momento di cura, un momento nel quale il bambino partecipa attivamente, attraverso uno sguardo, un sorriso, un movimento ..., nel quale l'adulto rispetta il tempo e lo spazio d'azione del piccolo:  il bambino deve essere posizionato in posizione dorsale, libero di muoversi, rotolarsi, ranicchiarsi e spostarsi nel suo lettino, senza sentirsi "costretto" dentro a sacchi nanna o simili.



Inserisco quì un inciso di Silvia Vegetti Finzi:

" Un tempo la culla era collocata in un angolo del soggiorno e i neonati dormivano quando volevano. In un primo tempo alternavano brevi periodi di veglia a lunghi periodi di sonno, senza distinguere il giorno dalla notte. Poi, poco per volta, si sincronizzavano con l'alternanza della luce e del buio e finivano per dormire come gli altri, quando la casa è scura e silenziosa. Oggi i genitori pretendono che, fin da subito, il piccolo segua i loro orari e fanno una tragedia se questo non avviene, senza pensare che anche il sonno fa parte del processo complessivo di maturazione  neurologica e psicologica. Processo che, come sappiamo, avanza in  modo molto individuale, per cui è impossibile stabilire una tabella di marcia valida per tutti".


Il primo lettino del vostro bimbo può essere un lettino con le sponde o, alternativamente e nel rispetto dei pensieri che fondano la pedagogia attiva, un piccolo futon o un materasso adagiato sul un tappeto nel pavimento. Un letto così, basso e ad altezza bambino, permetterà ad esso di scendere e salire da solo nel momento in cui riuscirà a farlo da sè. Inoltre si offre al bambino di muoversi liberamente senza "costringerlo" tra sbarre o sacchi nanna. 
Fonte: http://www.quandofuoripiove.com/2013/05/il-lettino-montessoriano-del-bimbo-che.html

A tal proposito vi consiglio la lettura del testo di Tim Seldin " I bambini hanno bisogno di fiducia. Il metodo Montessori oggi per crescere figli felici". 





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