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sabato 12 aprile 2014

I "pensieri-guida" dell'educazione attiva!

 Credo che questi pensieri sia davvero fondamentali averli ben presenti e chiari nel momento in cui ci si trova di fronte un bambino, una persona piccola! Pensieri che devono essere ben presenti in mente ma anche profondamente sentiti nel cuore.

Un bambino risponde «grazie» poichè ha sentito che è il modo di replicare quotidiano dell'adulto ad un'azione gentile e altruista, non perché l'adulto insegna a dirlo.

Un bambino si muove e scopre in maniera sicura lo spazio quando è consapevole che l'adulto non lo trattiene, ma è lì, con la sua presenza rassicurante, nel caso in cui lui abbia bisogno.

Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la paura e l'ansia dell'adulto.

Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, di piacere di conoscere: "Adulto, non sostituirti a lui, ricorda che il suo bisogno implicito è «Aiutami a fare da solo»!", come afferma Maria Montessori.

Quando un bambino cade correndo, e l'adulto gli aveva appena ricordato di muoversi piano su quel terreno scivoloso e in disequilibrio, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato. Punirlo è un gesto crudele. L'adulto avrà modo più tardi di spiegargli l’importanza dell'ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.

Un bambino non si interessa alla lettura, non apre un libro perché riceve un’imposizione dall'adulto (Quello è il modo più efficace per fargli odiare la letteratura!), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso in quell’oggetto che l'adulto tiene sempre in mano con quell’aria stupefatta, sorridente, orgogliosa.


Un bambino crede nelle fate se ci crede anche l'adulto.

Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore (anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori). L’ipocrisia dello stare insieme a tutti i costi per i figli aiuta a far crescere esseri umani terrorizzati dai sentimenti e dalle emozioni.

«Non sono nervoso, sei tu che mi rendi così!» è una frase da dimenticare e non dire mai.

Un bambino sempre attivo, alla continua scoperta del piacere di muoversi e sperimentare, è un bambino pieno di energia che deve trovare una valvola evolutiva di sfogo, non è un "paziente" da curare con dei farmaci ne un bambino da dover emarginare. E' un bambino che percepirà se stesso e le sue risorse stando a contatto prevalentemente con la natura.

Un bambino troppo pulito, troppo "igienico" non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, l'erba, gli animali, la neve, la pioggia sono tutti elementi con la quale vuole e deve entrare in contatto per la sua crescita.

Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo, non è un bambino malvestito,
 ma è un bambino che sceglie spontaneamente, secondo i propri gusti.

Un bambino pone sempre tante domande, sono le risposte dell'adulto ad essere davvero importanti; meglio un «Questo non lo so» se davvero non si sa rispondere; quando l'adulto si arrampica sugli specchi lui lo capisce e lo trova anche un po’ ridicolo!.

Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, la tristezza, la delusione, la rabbia: il bambino percepisce le emozioni negative, le legge, attraverso la sua lente sensibile, nel profondo del cuore dell'adulto. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, destabilizzato: l'adulto può spiegare perché è triste, il bambino è dalla sua parte.


Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, triste: vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.

Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.

Il bambino adora la confidenza, ma vuole un genitore che non sia un amico.

Un bambino è il più potente miracolo che si possa ricevere in dono. Onoriamolo con cura.

sabato 5 aprile 2014

*Approfondimento*: Approccio di Maria Montessori nella prima infanzia

Condivido con voi in questo post un approfondimento su come l'approccio di Maria Montessori, altra importante esponente della pedagogia attiva oltre ad Emmi Pikler, possa essere tradotto praticamente nelle vostre case, con i vostri bambini piccoli, offrendogli la possibilità di crescere in un ambiente, uno spazio e relazioni che lo accompagnano nella spontanea e libera crescita.

Gioco e ambiente montessoriano - Dai 12 ai 24 mesi

Ambiente
A 12 mesi i bambini piccoli hanno già raggiunto o quasi la posizione eretta e la camminata stabile. Se i bambini piccoli, già dai primi mesi hanno la possibilità di scoprire le diverse posizioni motorie da soli, se hanno la possibilità di cercare e sperimentare da soli le posizioni successive partendo dalla ottima posizione dorsale (chiaramente posizionati a terra su un tappeto semirigido!), a 12 mesi il loro sviluppo senso-motorio risulterà davvero fluido e stabile. I bambini, spostandosi così nello spazio, avranno il piacere di sperimentare attraverso l'utilizzo delle loro mani l'ambiente e gli oggetti collocati nello stesso. Proprio per questo lo spazio dovrebbe essere messo in sicurezza dall'adulto, portando ad altezza adulto solo gli oggetti che non si vuole che il bambino tocchi, manipoli, sposti, tiri, assapori ....
I bambini iniziano così ad avere il piacere di scoprire e sperimentare i limiti del proprio corpo, della propria volontà, del proprio equilibrio e inizieranno a voler arrampicarsi, salire, scendere, ... nel tentativo così di sfidare le proprie abilità senso-motorie. Importante è così offrire al bambino la possibilità di arrampicarsi, salire, scendere, correre, tuffarsi ...  sia in casa sia all'aria aperta (anche nelle stagioni invernali!). E in tutta questo piacere di sperimentare l'adulto sta accanto al bambino, offrendogli la possibilità di fare, guidandoli e rassicurandoli solo attraverso sorrisi, sguardi, sussurri, e non tensioni, ansie, paure, divieti, ... E' giusto che il bambino sperimentino da sè anche piccole cadute e piccole frustrazioni. L'azione importante dell'adulto in tali casi è rassicurare e rasserenare solo con un abbraccio, un sorriso, una carezza. L'adulto non dovrebbe scoraggiare il bambino con il suo comportamento protettivo a provare e sperimentare nuovi movimenti, nuovi giochi, nuove azioni, nuove posizioni. Il piacere di scoprire e giocare è davvero fondamentale per una buona e serena crescita del piccolo.

Giochi e materiali
In questa fascia di mesi i bambini sono in grado di prendere gli oggetti attraverso una chiusura della mano molto più sviluppata e attraverso una coordinazione oculo-manuale più "precisa". L'adulto non dovrebbe offrire al bambino dei giochi che risultano essere troppo difficili per il sviluppo, ma offrire al bambino giochi che portano il bambino a sperimentare, provare e riuscire dopo prove, errori e autocorrezzioni. Quindi è possibile offrire torre ad anelli, piccoli puzzle di legno, pannelli sensoriali, incastri di varie forme, arcobaleno con anelli di diversi dimensioni ....
Anche i blocchi di legno sono sempre ottimi da offrire. In un primo momento il bambino avrà il piacere di costruire e distruggere. Poi, successivamente, il bambino si interesserà a costruire torri sempre più alte, sperimentando l'equilibrio/disequilibrio.
Nel piccolo spazio dedicato al bambino si può posizionare, quando l'adulto osserva un certo interesse del bambino alla penna dell'adulto, un piccolo tavolino con seggiolina e offrire al bambino, in un vassoio, carta colorata e in una ciotolina matite. Progressivamente si può poi offrire al bambino altri materiali per colorare, quali pastelli a cera, tempere ...
Mettere a disposizione del bambino anche delle ciotole vuote e palline, pon pon, tappi di metallo, tappi di sughero ... per far sperimentare al bambino il gioco spontaneo del dentro/fuori; anche una scatola delle stoffe; anche delle ceste con il gioco euristico. In generale offrire al bambino la possibilità di toccare, manipolare, scoprire e giocare con del materiale prettamente naturale e quotidiano.
Telaio Apro/Chiudo
Nel momento in cui l'adulto vedrà il bambino attratto dall'aprire/chiudere, egli potrebbe offrirgli la possibilità di giocare con pannelli delle serrature, telai delle chiusure (bottoni, velcro, zip, bottoni clic clac, gancetti,...) o quiet book, tappi di varie dimensioni e relative bottiglie.

Linguaggio
In questo periodo i bambini stanno imparando anche a comunicare attraverso l'uso di un vocabolario molto più vario e consistente. L'adulto può aiutare questo percorso del bambino verso il linguaggio attraverso un costante dialogo con il bambino, attraverso un linguaggio "da adulti" e non inventando il "bambinesco". L'adulto non si deve limitare a comunicare col bambino solo per dire, spiegare, vietare, indicare, direzionare le loro azioni, le loro emozioni, il loro gioco-pensiero, ma anche per raccontare le azioni, le emozioni, anticipare il tempo dell'adulto, le azioni dell'adulto.
Fondamentale è l'utilizzo di libri di letteratura per l'infanzia di qualità, canzoni e filastrocche per favorire il loro vocabolario. Parlare lentamente e chiaramente permette a loro di sentire, percepire ogni suono. Offrire al bambino un motivo per comunicare, il piacere di dialogare.
Gli argomenti che interesseranno tanto ai bambini in questo periodo (sulla quale si può ricercare filastrocche, libri di letteratura per l'infanzia) saranno: animali, i suoni degli oggetti, il cibo, il corpo, la giornata del bambino.
L'adulto potrà osservare inoltre che il bambino non percepisce solamente il linguaggio verbale dell'adulto, ma anche il tono, il ritmo, il respiro, il corpo ...

 Giochi di cura e ambiente montessoriano - Da 24 a 36 mesi

Ambiente
In questa fase i bambini hanno bisogno di crescere in un ambiente e con adulti che gli offrono maggiore autonomia e libertà di gioco ed azione. Principalmente l'ambiente va organizzato in modo tale da offrire al bambino di compiere autonomamente e da sè le azioni di gioco e di cura. Ciò offre così al bambino il senso di realizzazione, di autostima e di fiducia in se stesso e nella sua persona.
La "chiave" è quella di creare un ambiente in cui si può riuscire ad essere in grado di fare le cose da sé in modo sicuro. E' un ambiente che cambia, cresce e si evolve con lentezza, passo dopo passo, seguendo la veloce lentezza dello sviluppo naturale del bambino.

Camera da letto
Il bambino a questa età può avere il proprio letto. Se è troppo alto e si ha paura che possano cadere, si pùò posizionare anche un materasso a terra, posizionato su di un tappeto alto e semirigido.
I giochi possono essere posizionati in un angolo della stanza e contenuti in ceste diverse ad altezza bambino, in modo tale che è al bambino ha decidere come, con che cosa e qunado giocare. I bambini a questa età hanno bisogno di ordine esterno per poter sviluppare il proprio senso di ordine interno. Una volta terminato il gioco l'adulto può mostrare al bambino il riordino, tenendo presente che il bambino impara attraverso l'imitazione. In camera, nell'armadio, è possibile creare un cassetto dove posizionare i vestiti che il bambino può spontaneamente scegliere di indossare (chiaramente pochi pezzi e in ordine).

Bagno
Il bagno potrebbe essere organizzato con un vasino in vista del bambino, uno spazio attrezzato per permettera al bambino di lavarsi le mani e lavarsi i denti. Per tal caso è utile avere una scaletta da poter offrire al bambino nel momento in cui da solo vuole raggiungere il water o il lavandino di "mamma e papà".
Lo spazzolino e il dentrificio, tali da essere ben manipolati dal bambino, possono essere offerti su di un piccolo vassoio. Disponibili e ad altezza bambino vi dovrebbero esserci anche un bagnoschiuma e un asciugamano. (Il bagno potrebbe a volte trasformarsi anche in una bellissima occasione di gioco con acqua e bolle!).

Soggiorno
In questa zona si può organizzare un piccolo spazio ricavato su di una mensola o libreria o mobile basso nel quale posizionare i suoi giochi che lui può decidere di giocare quando, come vuole. Si può anche proporre un un piccolo tavolo di legno con sedia per permettera al bambino di poter giocare liberamente anche sul tavolino. Possono essere proposti sul tavolino anche pastelli o colori per dipingere.
Torre Rosa
Al bambino inoltre, nello spazio soggiorno, può essere messo a disposizione un tappeto od una stuoia in quanto fornisce al bambino non solo la possibilità di giocare a terra ma anche crea uno spazio di contenimento per il gioco del bambino.

Zona pranzo
Il bambino può gustarsi il cibo o al tavolo coi propri genitori attraverso l'utilizzo di seggiolone o nel suo tavolino con seggiola. Chiaro è che il gusto del cibo condiviso a tavola coi propri genitori assume davvero tutto un altro sapore affettivo.
Il bambino può avere a disposizione un piccolo cassetto della cucina dove poter prendere da solo piatto, posate e bicchiere (non dovrebbero essere di plastica). Il bambino attraverso l'osservazione dei propri genitori del come e perchè toccano, spostano, maneggiano oggetti con una certa delicatezza, impara a maneggiare e spostare di conseguenza anche oggetti più fragili. Potrebbe essere utile posizionare sul tavolino del bambino (nel momento in cui il bambino deciderebbe di mangiare lì) una tovaglietta con i disegni delle posate e del bicchiere, offrendo la possibilità di posizionare giustamente le posate al tavolo. Per versarsi da sè l'acqua (fa da sè) è anche possibile offrire al bambino l'opportunità di disporre una caraffa in vetro da 0,25l.

Libri
I libri sono sempre un must per ogni fase dello sviluppo del bambino. Scegliere libri adatti alla fascia di età che siano consigliati dalla letteratura di qualità per l'infanzia. Da evitare libri con storie lunghissime. Scegliere libri che sono rilevanti per la loro vita quotidiana, per le emozioni e le azioni quotidiane che vivono. In tal modo il loro interesse sarà alto in quanto azioni, emozioni e sensazioni vissute realmente.
Come sempre scegliere libri che trattino argomenti realistici. Maria Montessori afferma che la fantasia, la proposta di elementi fantasiosi possa essere proposta al bambino solo dopo i 36 mesi.

Giochi di vita pratica
Maria Montessori ha osservato che i bambini sono attratti e partecipanti alla cura del proprio ambiente. I giochi di vita pratica sono quelle azioni ed attività che gli adulti fanno ogni giorno e i quali bambini osservano, imitano e riproducono. Giochi quali spazzare, lavare, spolverare, caricare la lavastoviglie, caricare la lavatrice ... Per offrire ciò si potrebbe mettere a disposizione del bambino una piccola scopa ed una paletta; uno straccio; costruire una learning tower per permettere al bambino di partecipare attivamente al lavaggio piatti ... E ricordarsi che i bambini apprendono osservando ed imitando; i gesti, le azioni, i movimenti valgono più di tante parole ed indicazioni.


Cura di sé
Lasciare libero il bambino di sperimentare il vestirsi, svestirsi, mettersi le scarpe, toglierle, .... Tutto ciò può essere aiutato offrendo al bambino la possibilità di giocare con i pannelli montessoriani delle cerniere, velcro, bottoni, gancetti ....

Giochi di cura per l'ambiente
Offrire al bambino la possibilità di prendere da sè scopa, paletta, straccio ...
Inoltre è possibile offrire al bambino un piccolo innaffiatoio che permette al bambino di prendersi cura delle piante e dei fiori presenti in casa o in giardino o in terrazza. E' necessario mostrare al bambino dove poter prendere l'acqua e come prestare attenzione a non far uscire l'acqua dall'innaffiatoio attraverso una camminata lenta. Proporre questa attività nel momento in cui si osserva che il proprio bimbo abbia una buona manipolazione degli oggetti e soprattutto un buon controllo del proprio corpo e dei propri movimenti.

Giochi di preparazione dei cibi
Il cibo è davvero interessante per il bambino in quanto il cibo è relazione. Poter dedicarsi alla preparazione e alla cura di quello che poi mangeranno potrebbe aiutarli anche a gustare diversamente ciò che hanno nel piatto. Per effettuare questi giochi è necessaria la Learning Tower, la quale può essere cistruita anche da sè. Può essere proposto al bambino di lavare la frutta o verdura, sbucciare la frutta, utilizzando sempre attrezzi facili e sicuri per loro.
Inoltre può essere proposto nel suo tavolino un vassoio con del pane tostato, un po' di burro e un po' di marmellata per prepararsi da sè una buonissima merenda, genuina.

Linguaggio
Circa verso i due anni i bambini spesso hanno una vera e propria esplosione del loro vocabolario. Fin da sempre è giusto utilizzare un linguaggio da adulti per relazionarsi con i bambini e non inventare il cosidetto "bambinesco". I bambini ascoltano e comprendono benissimo il vocaboli della lingua italiana. In questa fascia di età il bambino ascolterà tantissimo ed inizierà a ripetere a pappagallo le parole, le frasi, le espressioni, il ritmo e l'enfasi che l'adulto utilizza nella comunicazione.
Quando i bambini di questa età sbagliano l'articolazione o la pronuncia di alcune parole, è bene non correggerli dicendo dell'errore, in quanto ciò può creare timore e insicurezza nel bambino, limitando così la sua scoperta di parole nuove. E' utile semplicemente ripetere il concetto che loro hanno espresso utilizzando il termine giusto con serenità.
Parlare con i bambini attraverso frasi complete; preparare con le parole le azioni dell'adulto; dare parole ai loro sentimenti ed emozioni; il miglior modello di apprendimento per il loro linguaggio è l'adulto.
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