Riflettere su premi e punizioni. Sono funzionali?

Il pensiero pedagogico che sta alla base dell' Educazione Attiva non ricorre ad azioni di premi e punizioni dell'adulto. 
Il bambino deve conoscere, sperimentare e scoprire il mondo circostante e se stesso attraverso delle azioni e reazioni spontanee, attraverso curiosità, libertà e gioia, attraverso la possibilità di sbagliare e riprovare da sé.

Il comportamento del bambino, quindi, non deve essere rinforzato dall'adulto attraverso un premio o una punizione in quanto subdolamente si educa il bambino ai giudizi positivi e negativi, al bene e al male, al successo e all'insuccesso, alla capacità ed alla incapacità, al fatto di esserne all'altezza e al fatto di non esserlo.

"Se fai bene, se lo fai, se fai nel modo in cui ti consiglio io allora ti premio, sei bravo, sei bravissimo, sei capace, non sei sbagliato. Ma se fai diversamente o non riesci a fare quell'azione come io ti ho indicato, o non la fai nel modo in cui io adulto la penso, allora non ti premio, ti punisco ( dove punizioni, tanto spesso, sono anche verbali) e quindi vado a rinforzare negativamente l'azione, dicendoti silenziosamente "non sei stato bravo; non sei all'altezza. Sei incapace. Sei sbagliato"

Ma mettendo in pratica queste azioni e reazioni dell'adulto, inconsciamente si vanno a creare delle ansie, delle delusioni, delle tensioni, delle forti insicurezze e delle paure nel bambino. Paura di non essere accettato e amato così come lui è dalla famiglia.
Emozioni queste, che vanno ad intaccare la fiducia in se stessi, nelle proprie possibilità e capacità, nei propri sentimenti. 

Si può, Giusi Quarenghi (autrice) e Alessandro Sanna (illustratore), FrancoCosimoPanini 
  
Nelle riflessioni pedagogiche appartenenti all'Educazione attiva, non si contempla, quindi, un educazione basata su atteggiamenti di rinforzo positivo e/o negativo di un comportamento, di un'azione, di un pensiero, di una emozione ... ma si tende a rafforzare e ad evidenziare un'educazione basata sull'osservazione e sulla condivisione del PROCESSO secondo il quale il bambino giunge a quel determinato comportamento, a quella determinata azione, a quella emozione , sia esso giusto sia esso sbagliato.

E' il processo che deve essere 
"premiato" (apprezzato, riconosciuto, accettato, valorizzato, condiviso,  .... ) 
 non il risultato finale!

E' ciò che il bambino pensa, fa, crea, sbaglia, riprova, ritenta, sperimenta, comprende, conosce, sente, .... per arrivare ad una determinata azione che deve essere rafforzato!
E' molto più funzionale nella relazione, soffermarsi ad osservare, e poi, apprezzare i processi e a tralasciare, di conseguenza, il risultato del processo.

Il bravo/a può però essere trasformato se, prima di tutto, vi è una trasformazione, una riflessione, una messa in discussione dell'adulto e dei suoi principi (schemi e tradizioni che l'adulto si porta con sè fin dalla nascita).
Un bravo può essere trasformato, ad esempio, da queste espressioni.
"Grazie. Che gentile che hai costruito una torre con le costruzioni. Beh proprio alta e colorata sai!"; 
"Grazie! E' proprio un bel disegno pieno di colori, di linee ... e questo?! Ma hai disegnato anche un  cerchio?! Che cosa vuoi raccontare in questo disegno?!"; 
"Sei riuscita/o a salire da sola/o nella seggiolina! Grazie di questa nuova conquista! Ne sono proprio felice, sei un pochino più sicura/o dei tuoi equilibri!"; 
"Ohh guarda la pipì è uscita! Grazie per questo regalo! Sono proprio felice che abbia voluto condividere con me la tua pipì!Ora vogliamo salutarla insieme?"

Utilizzare le parole Bravo e cattivo equivale per il bambino mandargli messaggi, sensazioni ed emozioni sterili che non lo aiutano a prendere coscienza e consapevolezza di ciò che gli sta accadendo, di ciò che lui è, di ciò che lui fà, e di ciò che lui sarà!



Prendiamoci un tempo per riflettere su questo.

Vi lascio, infine, con una riflessione sul gioco creativo del bambino ( che invece viene percepito dall'adulto e standardizzato da "posso fare/non posso fare; sbagliato/giusto):


"Salire lo scivolo al contrario, trasformare un letto o divano in una astronave, colorare il cielo di verde e il prato di blu ... questà è la libera espressione della creatività del bambino! Non diciamo mai loro che è sbagliato, perchè non lo è!".
Fonte: http://ordinefantasioso.blogspot.it/2010/06/e-fu-cosi-che-conquisto-lo-scivolo.html