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sabato 21 giugno 2014

Premi e Punizioni nelle riflessioni della Pedagogia Attiva.

Condivido con voi una mia riflessione:

Il pensiero pedagogico che sta alla base dell' educazione attiva, tra i quali la filosofia montessoriana,  non ricorre ad azioni di premi e punizioni dell'adulto. 
In breve, il bambino deve conoscere, sperimentare e scoprire il mondo circostante e se stesso attraverso delle azioni e reazioni spontanee, attraverso curiosità, libertà e gioia.

Il comportamento del bambino non deve essere rinforzato dall'adulto attraverso un premio o punizione in quanto subdolamente si educa il bambino ai giudizi positivi e negativi, al bene e male, al successo e insuccesso, alla capacità ed incapacità, al fatto di esserne all'altezza e al fatto di non esserlo: se fai bene, se fai, se fai in quel modo allora ti premio, sei bravo, sei bravissimo; ma se fai diversamente o non riesci a fare quell'azione, o non la fai nel modo in cui io adulto la penso, allora non ti premio, ti punisco ( dove punizioni, tanto spesso, sono anche verbali!) e quindi rinforzo negativamente l'azione, dicendoti silenziosamente "non sei stato bravo; non sei all'altezza. Sei incapace".
Ma facendo così inconsciamente si vanno a creare delle ansie, delle delusioni, delle tensioni da prestazione, delle insicurezze e delle paure inutili nel bambino. Emozioni negative che vanno primariamente ad intaccare la fiducia in se stessi, nelle proprie possibilità e capacità, nei propri sentimenti.


Testo di letteratura per l'infanzia: "Le mani di papà", Editore Babalibri
  
Nel pensiero pedagogico dell' educazione attiva, tra i quali quello montessoriano, non si contempla quindi un educazione basata su atteggiamenti di rinforzo positivo e/o negativo di un comportamento, di un'azione, di un pensiero, di una emozione .... ma si tende a rafforzare e ad evidenziare un'educazione basata sull'osservazione e sulla condivisione del PROCESSO secondo il quale il bambino giunge a quel determinato comportamento, a quella determinata azione, a quella emozione , sia esso giusto sia esso sbagliato.

E' il processo che deve essere 
"premiato" (apprezzato, riconosciuto, accettato, valorizzato .... ) 
 non il risultato finale!!!!!!

E' ciò che il bambino pensa, fa, crea, sbaglia, riprova, ritenta, sperimenta, comprende, conosce, sente, .... per arrivare ad una determinata azione che deve essere rafforzato!!!!!!!Le riflessioni pedagogiche dell'educazione attiva portano l'adulto a soffermarsi e ad apprezzare i processi e a tralasciare e dare meno importanza ai risultati. 

Ad esempio, capita spesso di dire "Ma che bravo/a!"; chiaramente il messaggio che viene comunicato in via implicita è: "Hai fatto questa cosa e sei stato bravo, buono ... implicitamente ti dico che quando questa cosa non la farai o non la farai in questo modo non sei bravo, sei cattivo, sei inadeguato, ...." ossia si offre all'altro, al bambino, una massiccia dose di insicurezza di sè e di incapacità. Il bravo/a può però essere trasformato se prima di tutto vi è una trasformazione, una riflessione, una messa in discussione dell'adulto e dei suoi principi che si porta con sè fin dalla nascita: un bravo può essere trasformato da un, ad esempio, "Grazie. Che gentile che hai costruito una torre con le costruzioni. Beh proprio alta e colorata sai!"; da un " Grazie! E' proprio un bel disegno pieno di colori, di linee ... e questo?! Ma hai disegnato anche un  cerchio?! Che cosa hai disegnato in questo foglio?!!"; da un "Sei riuscita a salire da sola nella seggiolina! Grazie di questa nuova conquista che hai fatto!! Ne sono proprio felice, significa che hai acquistato maggiore fiducia in te stessa e nel tuo equilibrio!"; da un "Ohh guarda la pipì è uscita! Grazie per questo regalo che mi hai donato! Sono proprio felice che abbia voluto condividere con me la tua pipì!" ........ questa trasformazioni vanno ovviamente fatte anche nel caso si dica " Sei stato proprio cattivo!" !!!!!!!! 

Bravo e cattivo sono parole, messaggi, sensazioni ed emozioni sterili che non aiutano il bambino a prendere coscienza e consapevolezza di ciò che gli sta accadendo, di ciò che lui è, di ciò che lui fà!!!



Riflettiamo su questi pensieri .....


Vi lascio con una riflessione sul gioco creativo del bambino, su ciò che è giusto e non è giusto secondo l'adulto e i suoi schemi mentali ....


"Salire lo scivolo al contrario, trasformare un letto o divano in una astronave, colorare il cielo di verde e il prato di blu ... questà è la libera espressione della creatività del bambino! Non diciamo mai loro che è sbagliato, perchè non lo è!".
Fonte: http://ordinefantasioso.blogspot.it/2010/06/e-fu-cosi-che-conquisto-lo-scivolo.html

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