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martedì 26 marzo 2013

La comunicazione adulto-bambino

I principi basilari che caratterizzano l'interazione comunicativa tra adulto e bambino sono principalmente:
- comunicare significa Inter-agire, ossia per comunicare i due soggetti devo avere entrambi un ruolo attivo e devono avere Tempo! È importante che il bambino piccolo abbia il Tempo di capire e di inserirsi in questa catena comunicativa.
- lo strumento principale della comunicazione è il linguaggio, non un monologo ma un dialogo ( adulto e bambino come due Persone). Parlare al bambino prima di agire, dire al bambino che cosa si farà con lui, anticipare col linguaggio l'azione. Inoltre, dare un senso ai segni del bambino.
- altro importante strumento di comunicazione è il corpo, il movimento, la tensione, il calore del corpo. L'adulto che si prende cura dei bambini veicola messaggi anche ( e non raramente !) attraverso ogni gesto che compie. Ogni gesto comunica una emozione e uno stato d'animo.

mercoledì 13 marzo 2013

L'Abbraccio Responsabile o Holding

Il bambino piccolo a volte ha bisogno anche di essere contenuto.

La trasgressione alla regola ( nell'educazione di un bambino piccolo ci dovrebbero essere solo poche regole e da far rispettare in maniera ferrea), nel momento in cui si caratterizza come una eccezione, può non essere necessario fare alcunchè poichè il bambino è già consapevole della trasgressione (es: bimbo che in un momento di rabbia tira per aria un oggetto).
Al contrario, ci possono essere situazioni nel quale la trasgressione diventa una normalità (es: un bimbo che tira i capelli ai suoi amici o bimbo che morde per comunicare rabbia o bimbo che tira in aria qualsiasi oggetto con atteggiamento di sfida...).

La Ribellione è l'effetto di un disagio che va compreso e interpretato dall'adulto di riferimento. In tal caso è utile un abbraccio contenitivo o holding: è un abbraccio che trasmette protezione in quanto in possesso di una forte connotazione affettiva.
Al bambino si deve in questo modo trasmettergli un messaggio chiaro, semplice e adeguata alla capacità di comprensione del bambino.

lunedì 4 marzo 2013

L'importanza del corpo e delle esperienze corporee

Alcune frasi rilevanti del pensiero di Bernard Aucouturier:

" è nel corpo che si colloca la storia educativa ed emotiva di ciascuno; si colloca il sapere e il conoscere".


“La Pratica Psicomotoria non lavora sulle angosce e sulle difese ma
sul senso dell'
espressività motoria. Lavoriamo per instaurare, in campo
educativo, o restaurare in campo di aiuto terapeutico, quei percorsi di
rassicurazione originaria e quella dinamica di piacere che sono mancati
al bambino e che hanno limitato i suoi investimenti affettivi a livello di
sviluppo.
La Pratica Psicomotoria è basata su una dinamica di maturazione
psicologica intimamente connessa ad una dinamica di piacere.”


"L'azione spontanea del bambino piccolo è pensiero."


"II poter sentire e accogliere la sofferenza di un bambino si basa su una precisa scelta filosofica: l'altro infatti, anche se si tratta di un bambino piccolo, é sempre considerato come una persona testimone di un'esperienza unica che va accolta con grande rispetto.
Questo tipo di accoglienza permette al bambino di aver fiducia, di essere riconosciuto dall'adulto e dì poter esprimere emozioni e pensieri che rischiano anche di sorprenderlo. Un atteggiamento di ascolto, di apertura emozionale, instaura un'atmosfera di sicurezza indispensabile per capire l'altro e per comunicare con l'altro."

"Capire il senso della sofferenza di un bambino non significa considerarlo come un oggetto di analisi intellettuale su cui esercitare un potere al fine di ottenere un cambiamento, ma innanzitutto cercare di cogliere il senso di una testimonianza tramite le sue produzioni corporee, il suo comportamento. I discorsi intellettuali sulla sofferenza dei bambini, anche se pertinenti, rischiano di perdere di vista il bambino che soffre, soddisfacendo il narcisismo dell'adulto.
Tuttavia queste osservazioni, se da un lato ci mettono in guardia, dall'altro ci costringono a pensare che una relazione empatica è necessaria ma non sufficiente: bisogna infatti capire anche intellettualmente la sofferenza di un bambino per porsi meglio di fronte a lui e per aiutarlo davvero."


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