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giovedì 30 maggio 2013

Aggressività e Rabbia nello sviluppo di sè: pensieri e riflessioni.

  • Aggressività e rabbia nello sviluppo di sè
Bambino da 0 a 2 anni: da quando viene al mondo il bambino conosce e sperimenta il mondo che lo circonda attraverso la via orale. La bocca, il mordere diventa un mezzo per toccare le cose, conoscerle, sperimentarle, per conoscere le altre persone e gli altri bambini. In tale fascia d'età il linguaggio non è ancora sviluppato, quindi il bambino comunica i suoi stati d'animo (positivi o negativi) con le spinte, con il graffio, con il morso.
In tali casi un suggerimento per i genitori è quello di non biasimare il bambino ma piuttosto di accompagnare il "no" con la "parola": occorre poter dare parola e voce al suo stato d'animo, alla sua emozione, al suo sentimento, dandogli un'alternativa al suo modo di comunicare.
Le parole dell'adulto sono un forte contenimento.

Bambino da 2 a 3 anni: questa fascia d'età è la cosidetta "fase dell'opposizione", periodo nel quale il bambino inizia a differenziarsi dal genitore, scopre un proprio sè ed una propria volontà, cercando di imporla ai suoi genitori. Importante è l'ascolto da parte degli adulti di riferimento, i quali si devono impegnare a riprendere il dialogo nel momento in cui il bambino si rasserenato rispetto al suo capriccio.
Il bimbo vive anche una fase eccentrica, dove è lui al centro del mondo e dove tutto deve accadere in base ai suoi desideri. L'adulto deve così cercare di dare poche ma ferme regole per cercare di arginare la sua personalità.

Bambino di 3 anni e più: il bambino che comunica i suoi sentimenti, i suoi stati d'animo soltanto utilizzando modalità aggressive ci deve fare riflettere. E' questa una manifestazione di un disagio, di una difficoltà. E' cosìimportante per il genitore osservare, ascoltare e capire da dove questo bisogno e disagio esce.
Suggerimenti su possibili giochi che servono a rilassare un bambino teso e agitato: gioco con l'acqua, i travasi, la manipolazione, le costruzioni (fare/disfare), i puzzle (comporre/scomporre), torri o file.

  • Aggressività e rabbia adulta nella relazione familiare
Il bambino è molto attento a quello che sente, che fa e che dice il genitore. Capta il vissuto del genitore, capta il non verbale delle emozioni e degli stati d'animo. Quindi bisognerebbe cercare di non essere altro, di non mettersi allo stesso livello del bambino, di non far finta di essere altro, di non nascondere il proprio stato emotivo negativo dietro ad una bugia, ma bisognerebbe rendere consapevole il bambino che ci possono essere anche momenti di rabbia e tensione, ma sono momenti brevi, momenti che passano, momenti che si superano.

All'interno della relazione duale di mamma e papà spesso il bambino triangola le tensioni della coppia: in tal senso è utile tenere il bambino al di fuori dalle tensioni e negatività della coppia, e per far ciò è importante dare uno spazio ed un limite invalicabile alla coppia, come ad esempio la camera da letto. Uno spazio che il bambino non può invadere, uno spazio che si può invadere solamente in casi eccezzionali, uno spazio nel quale il bambino non può prendere il sopravvento.

  • Aggressività per imitazione: la televisione
I bambini sono sempre molto attenti a ciò che succede in questa specie di scatola parlante. Le stesse musiche, toni di voce, luci, flash televisivi sono una forte attrazione per i bambini.
Ecco perchè i genitori dovrebbero essere attenti a ciò che il bambino guarda alla tv: il bambino piccolo non riesce a distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male e si immedesima immediatamente in ciò che vede. In generale, l'adulto dovrebbe cercare di filtrare con le parole tutte le immagini che si susseguono troppo rapidamente per il bambino piccolo.


mercoledì 29 maggio 2013

martedì 28 maggio 2013

Libri educativo-pedagogici per genitori ed educatori

Visto la mia piccola biblioteca casalinga di testi pedagogici volevo condividere con voi alcuni titoli che mi sembrano meritevoli di essere letti. Leggere non tanto per avere risposte o consigli o ricette a situazioni specifiche, ma leggere per riflettere, mettersi in discussione, riformulare e trovare da sè nuovi stimoli per crescere i propri bambini e per svolgere professionalmente il proprio lavoro.                  Buona Lettura!!!!!


Lo sviluppo motorio del bambino: che cosa fare e che cosa non fare per asse-condarlo: le osservazioni e i consigli di un pediatra. L'autrice aveva a lungo studiato la capacità totalmente indipendente del bambino di arrivare dalla posizione neonatale a quella eretta senza alcun bisogno di esercizi, anticipazioni, sollecitazioni, che anzi ritardano lo sviluppo stesso o rendono insicuro il bambino nei primi due anni di vita. Emmi Pikler è giunta a elaborare una sorta di alfabeto dei movimenti che ciascun bambino, se lasciato effettivamente libero, è capace di elaborare, non diversamente da quanto avviene per il linguaggio.

 
Perché un neonato guarda affascinato la mamma e poi distoglie bruscamente lo sguardo? Che cosa vede quando fissa intensamente un punto luminoso? In che modo capisce poco alla volta di essere 'separato' dal mondo che lo circonda? Tutti i genitori vorrebbero sapere che cosa 'pensa', come vede il mondo, il loro bambino appena nato.
In questo libro insolito e affascinante Daniel Stern - che è un padre oltre che un'autorità riconosciuta negli studi sullo sviluppo infantile - illumina l'universo incantato e misterioso che tutti abbiamo attraversato, che abbiamo dimenticato e che ci risulta così difficile da riafferrare.
Questo 'diario' immaginario di un bambino da sei settimane a quattro anni riproduce le esperienze, le gioie, le paure, le scoperte, le ombre e le emozioni che animano il suo mondo interiore in continua evoluzione.
In questo modo, le acquisizioni più recenti della ricerca scientifica servono a penetrare nella magia dell'universo infantile e l'occhio attento e 'oggettivo' dello studioso viene messo al servizio dello sguardo partecipe ed emozionato del genitore.
Un libro unico, commovente, illuminante.

 Partendo dalle immagini e dalle parole del libro, i bambini avranno la possibilità di raccontare se stessi, e gli adulti di raccontare ai bambini come erano, quando avevano la loro età. Perché una definizione unica di infanzia non esiste. Esistono tante esperienze che diventano tanto più utili quanto più possono aiutare a ridurre le distanze fra adulti e bambini, per instaurare una relazione di comprensione reciproca fatta di rispetto e di attenzione. Un libro che invita a esplorare il tema dell’identità, attraverso la parola, il racconto, ma anche il disegno. Le sue pagine, infatti, offrono una coloratissima galleria di ritratti, ognuno ispirato a un carattere e a una personalità infantile diversa. In questo senso, Che cos’è un bambino può essere utilizzato per spingere i piccoli lettori a osservare in che modo il disegno racconta i diversi caratteri, magari approfondendo la riflessione, mostrando ai bambini anche ritratti realizzati da grandi artisti del passato.

 Spesso, David Grossman ci ha raccontato nei suoi libri storie di adolescenti e di bambini. Con “L’abbraccio”, arrivato nelle librerie poco prima di Natale, lo scrittore parla, invece, direttamente ai bambini. E lo fa con il loro linguaggio, fresco ed estemporaneo. E’ un dialogo dolcissimo tra un bambino e la mamma. C’è la scoperta del bambino della propria unicità. La comprensione che l’unicità, per quanto bella, comporti, però anche un senso di solitudine. E quindi come arginare questo senso di solitudine accettata sì, ma con un po’ di tristezza? Qual è quella cosa che anche per poco ci fa smettere di essere “uno” e ci fa diventare “due”? L’abbraccio, rivela la mamma al suo bambino. E allora il bimbo ritrova in quella stretta tenerezza e amore. Perché da uno, diventa due.
Recensione di Mamma Melania: "x chi ha bimbi al nido: x confrontare com'è x chi li porterà: x sapere come dovrebbe essere, o almeno come potrebbe essere x chi ha bimbi a casa: x imparare a proporre molti giochi creativi diversi dal solito, x imparare come arredare i loro spazi interni ed esterni, x imparare anche a fare giochi "fisici" tra mamma e bimbo, x imparare anche l'importanza del gruppo e della compagnia di altri bimbi x chi lavora coi bimbi in età nido: indispensabile!"


 Il volume non presenta solo un gran numero di suggerimenti pratici (attorno al mangiare, al riposo, al gioco, alle attività all’esterno...) ma compone un mosaico di pezzi educativi entro un progetto educativo globale.




 Il bambino nasce "competente" e dispone gia di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalita e induce un deleterio stato di insicurezza. Juul invita, allora, a un'attenta osservazione del bambino, considerato non piu come soggetto passivo ma, al contrario, come un "centro attivo di competenze": il passo necessario per un atteggiamento dialogico che possa orientarlo verso una costruzione armonica delle sue relazioni con la famiglia e il mondo. Il bambino e competente e un libro che, in linea con le piu avanzate tendenze del dibattito pedagogico, propone una teoria innovativa sul processo di apprendimento e offre anche una serie di utili consigli pratici ai genitori.

In "Libertà e amore", Elena Balsamo, già autrice di "Sono qui con te", ci conduce in un  viaggio attraverso lo spazio e il tempo per riscoprire un nuovo modo di approcciare il bambino, dalla vita prenatale all’età evolutiva. Parliamo della  visione di Maria Montessori, donna straordinaria che ha dato vita a un sistema educativo (a dir poco rivoluzionario) diffuso in ogni parte del mondo ma ancora poco noto in  Italia. La scuola montessoriana consiste in un vero e proprio laboratorio creativo nel quale, in un ambiente ricco di amore, di rispetto e di autentica libertà di scelta, le capacità intellettuali e manuali del bambino sono libere di svilupparsi in tutta la loro forza e bellezza. Ma quello di Maria Montessori non è solo un metodo educativo, è molto di più. Il suo infatti è un modo di guardare il mondo e gli esseri che lo abitano con gentilezza e amore, nella consapevolezza che siamo tutti parte dello stesso eco-sistema.

Non bisogna cercare di essere genitori perfetti o, tantomeno, aspettarsi che perfetti siano i figli. Il segreto - dice Bruno Bettelheim - sta nell'essere un genitore "quasi" perfetto, cercare di comprendere le ragioni dei propri figli, mettersi nei loro panni, costruire con loro un profondo e duraturo rapporto di comunicazione emotiva e affettiva. Solo questo scambio paritario consente di riconoscere, affrontare e risolvere i problemi che via via si presentano nella vita quotidiana della famiglia: dalle collere e dai capricci ai terrori notturni della prima infanzia, dal rifiuto della scuola alle ribellioni adolescenziali, dalla questione della disciplina a quella delle punizioni, dalle prime esperienze e dal gioco sino alla costruzione dell'identità del bambino.

"Carissimi genitori che avete la fortuna di avere un bambino di pochi mesi o di uno o due anni, carissimi nonni che avete un nipotino o una nipotina agli albori della vita, vi scrivo per dirvi che avete a che fare con un grandissimo tesoro: un nuovo essere umano, pieno di misteriose potenzialità, che diverrà adulto tra vent'anni, una persona, si sa, totalmente diversa da quella che ora avete sotto gli occhi, ma tanto più aperta quanto più preserverete la sua originalità, permettendo a lui o a lei di costruire la propria libertà interiore.
Se siamo così bravi a capire le richieste di un piccolo animale domestico che non parla, certo saremo capaci di interpretare quelle, altrettanto silenziose, di un neonato. L'importante è non anticiparle mai, trattandolo da grande quando è ancora così vicino alla nascita, buttandolo troppo presto in mezzo al chiasso, alle luci, alla concitazione della nostra vita quotidiana.
No! Andiamo adagio per favore, trattiamolo con il riguardo che si ha con una pianta delicata o un vetro prezioso. Seguiamolo piuttosto che imporgli le nostre abitudini, adottiamo con lui la lentezza del bradipo o della chiocciola, anziché il balzo vittorioso del ghepardo che appartiene piuttosto alla pubertà e all'adolescenza... Costruire nel presente senza anticipi, né rinvii...
Una grande responsabilità riguarda nei primi anni non solo i genitori, ma l'intero nucleo familiare, gli amici della coppia o dei nonni, la persona che aiuta in casa o il pediatra. Ogni bambino nuovo ci riguarda tutti e da vicino!
Ho il compito, amici di questo ideale villaggio intorno a ogni nuovo nato, di darvi qualche suggerimento che vi aiuti a sentire leggero ed efficace il cammino educativo. Non l'ennesimo manuale se possibile, ma un insieme di riflessioni che vorrei condividere con voi dopo una lunga vita di lavoro trascorsa soprattutto con i più piccoli."

venerdì 24 maggio 2013

Letteratura di qualità per l'infanzia (II parte)

Ecco quà altri testi che piacciono tanto ai bambini e che spesso mediano piccole situazioni negative ....

 Nina non vuole mai separarsi dal suo ciuccio. Pensa che se lo terrà anche quando sarà grande e si sposerà, andrà in piscina o a lavorare. Ma un bel giorno, attraversando il bosco, Nina incontra un lupo cattivo, affamato e puzzolente, che ringhia e strepita e vorrebbe mangiarsela in un sol boccone. Per calmarlo pensa bene di dargli il suo adorato ciuccio. E in men che non si dica, il lupo si trasforma in una bestiola mansueta e coccolona. Nina, soddisfatta, torna dalla sua mamma: il suo ciuccio è in buone mani, c'è qualcuno che ne ha davvero più bisogno di lei... Età di lettura: da 2 anni.

 Roberto ha passato una bruttissima giornata: appena arrivato a casa risponde male al papà e non vuole mangiare gli spinaci. Che rabbia! Ma quando la Rabbia si materializza, Roberto comprende quanto può essere dannosa... Età di lettura: da 3 anni.

  • Titolo: Sei forte papà! (TEMA: RISPETTO DEL PAPA' E DEI SUOI MODI "DIVERSI" DI VICINANZA AFFETTIVA)
  • Autore: Guido Van Genechten
  • Editore: Clavis
 Quando la mamma esce per un impegno, il papà si prende cura di noi (alla sua maniera, unica ed insostituibile).Risultato: un gran divertimento… ma tanta confusione in casa.Che cosa ne penserà la mamma?Questo libro mostra che anche i papà sanno prendersi cura dei figli (a loro modo, naturalmente).

 Siamo nel mondo dei pinguini: la mamma si arrabbia improvvisamente e sgrida il bambino pinguino che si spaventa. Lo spavento è talmente grande che il corpo del piccolo pinguino si disfa: la testa vola nell'universo, il corpo si tuffa nel mare, le ali vanno a finire nella giungla e corrono finché arrivano nel deserto. Il viaggio termina quando la mamma riesce a raccogliere tutti i pezzi del figlio e cucirli insieme. Età di lettura: da 3 anni.

 Se amate le forti emozioni mettetevi in coda! Aspettate il vostro turno e vi divertirete un mondo! Età di lettura: da 3 anni.
 




"Vorrei che i baci non fossero stati inventati!". Momo non ama i baci. E soprattutto odia essere sbaciucchiato. Così incomincia una "campagna antibacio". Poi però nasce un fratellino. Età di lettura: da 2 anni.

Primo giorno di scuola per Marco. No, no e poi no! Perché lasciare la mamma, i propri giochi e stare con coetanei sconosciuti? La dolcezza di un gesto capovolgerà la situazione. Età di lettura: da 3 anni.  

giovedì 23 maggio 2013

Letteratura di qualità per l'infanzia (I parte)

In questo post volevo suggerire alcuni testi della letteratura di qualità infantile che possono costituirsi come MEDIATORI in alcune situazioni vissute quotidianamente dai bambini e alle quali i genitori si trovano a volte in difficoltà. 

Certamente sono suggerimenti che derivano dalla mia esperienza quotidiana lavorativa.
Sono libri che i bambini richiedono molto molto spesso.....
E si inizia ...


 Ma che cos'è questo? (tema vasino)
Pascal Teulade - Jean-Charles Sarrazin Babalibri, 2007 - euro 12,50 - Da 2 anni
Nel cortile della fattoria è apparso uno strano oggetto. Ma che cos'è? Un'automobile? Una barca? Un cappello? La risposta arriverà da un bambino. Sta cercando da un sacco di tempo il suo...vasino.


Oh, che uovo! (tema accettazione dell'altro, del diverso)
Eric Battut
Bohem Press, 2005 - euro 13,00 - Da 2 anni 
Nel nido ci sono tre uova: uno bianco uno nero e uno... diverso. Chi ci sarà mai là dentro? E i tre uccellini andranno d'accordo, anche se così diversi fra di loro?

Il ponte è su! Ma poi torna giù!  (tema rispetto dei tempi, rispetto dell'attesa, rispetto della lentezza)

Babs Bell - Rob Hefferan
Mondadori, 2006 - euro 10,00 - Da 2 anni

Il ponte è su e così man mano che arrivano un autobus, un'auto, una bicicletta, un camion, una moto, un bulldozer e un trattore, si devono mettere in fila... Tutti ad aspettare fino a quando il ponte non torna giù!

 A più tardi (tema la giornata al nido, momento del saluto, sentimenti e emozioni di mamma e bambino nel distacco)

Jeanne Ashbé
Babalibri, 2007 - euro  15,50 - Da 3 anni
Due bambini piccoli durante una giornata all'asilo nido. Cosa fanno? Come passano il loro tempo? Quali emozioni vivono?


I tre piccoli gufi (tema la mancanza dell'altro, la perdita, il ritrovo, assenza/presenza)

Martin Waddel - Patrick Benson
Mondadori, 2004 - euro 9,50 - Da 2 anni
Tre fratelli gufetti si svegliano nel cuore della notte e poiché la mamma non è ancora tornata iniziano a temere che le possa essere successo qualcosa, così si fanno coraggio l'un l'altro stringendosi vicini...
Tutti i baci del mondo (tema i diversi modi di manifestare l'affetto)

Pierrick Bisinski - Alex Sanders
Babalibri, 2007 - euro 11,00 - Da 2 anni
C'è il bacio naso-naso, il bacio con solletico e il tenero bacio mamma: grandi baci da elefante o bacini da formica, baci da eschimese...


........  si continua nei prossimi post ......


Bambini e libri

 

Perchè leggere?
Leggere ad alta voce ai bambini fin dalla più tenera età rafforza la relazione adulto bambino.
 Un bambino che riceve letture quotidiane avrà un vocabolario più ricco, si esprimerà meglio e sarà più curioso di leggere e di conoscere molti libri.
Leggere ad alta voce è piacevole e crea l'abitudine all'ascolto, aumenta i tempi di attenzione, accresce il desiderio di imparare a leggere.
 
La vostra voce è magia per il bambino. L'elemento che più conta è lo stare insieme, la relazione e la condivisione della lettura come vicinanza affettiva.  


Queste brevi indicazioni possono essere utili per seguire e comprendere lo sviluppo del bambino nel suo processo di avvicinamento ai libri e alla lettura.
E' importante considerarle tenendo presente che ogni bambino possiede delle caratteristiche personali ed individuali diverse. 

A 1 mese ed anche prima
Al bambino piacciono le ninne nanne. Vanno tutte bene; si possono usare quelle di famiglia, quelle dialettali o quelle scritte da alcuni grandi autori di testi per bambini. Dal momento che i bambini amano i rituali non stancatevi di riproporre sempre la stessa ninnananna prima del sonno. 

A 2 mesi
Possiamo fargli  vedere disegni di volti umani o fotografie; queste ultime poniamole ad una distanza non superiore ai 30 cm dal suo volto. Le figure devono essere di grande formato: circa cm 24 x 17. Le fotografie si possono incollare ad un cartoncino dello spessore di un paio di millimetri in modo che nei mesi successivi possa prenderle in mano. 

A 6 mesi
E' attratto dalle foto e dalle figure del libro che cerca di prendere e di mangiare. Prova a passare il libro da una mano all'altra. I libri a questa età e almeno fino a 12 mesi devono essere resistenti, atossici, con pagine grosse, con colori vivaci e oggetti familiari o figure di bambini. Attenzione: le figure non devono essere stilizzate per essere comprese e i libri non molto ingombranti. Fategli vedere i libri tenendolo in braccio. Suggeriamo di usare libri veri, di grosso cartone, e non libri giocattolo o libri da bagno. 

A 9 mesi
E' sempre attratto dalle foto e dalle figure del libro che cerca di prendere e di mangiare. Passa con facilità il libro, se non è ingombrante, da una mano all'altra; indica le pagine con una o più dita. Prova a girare la pagine a mano piena se l'ha visto fare dai genitori. Gli si fanno vedere i libri tenendolo in braccio. Oppure ci si può sdraiare su un tappeto insieme al bambino, guardando il libro insieme. 

A 12 mesiTiene il libro in mano, se aiutato, e gira più pagine alla volta, sempre a mano piena. Dà il libro all'adulto. I libri devono sempre essere robusti e maneggevoli. Possono essere ora anche più grandi. Le figure preferite riguardano azioni familiari (mangiare, dormire, giocare) e piccoli animali, mentre i testi preferiti sono sempre le filastrocche. Meglio cercare di evitare le figure di cose che il bambino ancora non conosce. Comincia a rendersi conto se l'immagine di un volto è capovolta. 

A 15 mesi
Gira le grosse pagine usando due dita. Nel caso in cui un libro contenga una faccia, capisce se è capovolto. Talora gira la sua faccia per adattarla a quella del libro. Gli piacciono i libri con frasi brevi e facili, che possa imparare ad anticipare. 

A 18 mesi
Completa ed anticipa le frasi del libro. Gli piacciono i libri che parlano di animali (leggendo si possono fare versi buffi come quelli degli animali), di bambini, delle cose di ogni giorno, con frasi brevi e semplici. Comincia ad orientare il libro. 

A 24 mesi
Gira bene la pagina. Trascina i libri in giro per la casa e legge alle bambole o al gatto inventando lui stesso storie a suo piacimento. Gira da solo una pagina nel verso giusto se contiene una faccia capovolta. Può correggere l'errore del lettore. Gli piacciono le storie che danno l'opportunità di identificarsi con i personaggi, che raccontano prove da superare, che fanno ridere. Quando si passeggia con il bambino gli si possono leggere anche le scritte, i cartelli e i segnali. 

A 30 mesi
Può leggere un libro che gli è stato letto molte volte. Gli piacciono storie di bambini della sua età che narrano momenti di vita comune (andare a scuola o dal dottore), di amicizia, di fratelli o sorelle, ma anche libri fantastici, avventurosi. I testi devono essere semplici. Le fiabe tradizionali e le favole (in particolare quelle del perché con animali parlanti che spiegano le cose) aiutano anche a proiettare all'esterno le paure e le emozioni che il bambino ha dentro di sé. Al bambino piace scegliere la storia e gli piace anche farsela leggere molte volte.

giovedì 16 maggio 2013

La comunicazione mamma-papà-bambino

Quello che caratterizza l'educazione e la differenzia dalla violenza o dall'addestramento è il linguaggio.
 Non sono i casi della vita, buoni o cattivi (che danno piacere o sofferenza), che possono fare il bene o il male di un bambino o di una persona (cioè costituirlo vivente e in dinamica o paralizzarlo), ma la qualità della parola con cui questi casi sono detti attorno a lui. 
Non la ricchezza o la povertà, la salute o la malattia, la nascita di un fratello o la morte della nonna, ma l'autenticità della comunicazione che vi si realizza attorno.
 "Quello che cerco di fare è fare riflettere i genitori sul fatto che la più grande sofferenza dell'essere umano (anche neonato) è non comunicare con gli altri”.

 Bisogna dire la verità.
Educare i bambini non vuol dire fare loro piacere, ma introdurli da soggetti responsabili nel mondo degli adulti.
 
 Françoise Dolto


venerdì 10 maggio 2013

Suggerimenti Giochi in casa (naturali, economici, sicuri, fai da te)

Come potete osservare, come piè di pagina al mio blog, ho voluto inserire alcune foto di giochi che si possono creare comodamente a casa, attraverso l'utilizzo di materiali naturali o poveri, presenti nel quotidiano del bambino, economici e soprattutto ... non presenti nel vasto e impetuoso mondo commerciale dei giocattoli!!
 ... suggerisco:
il cestino dei tesori o gioco euristico, la pasta di sale, le bottiglie sonore, le carte delle uova di Pasqua, gli scatoloni, le stoffe, vassoi con qualche ciotolina-cucchiai-imbuti-barattolini-pasta secca-farina di mais- ..., scatole delle forme , ...










I bambini hanno bisogno di materiali semplici per il gioco, con questi avranno sempre l’opportunità di esplorare e di fare qualcosa in ogni tappa del loro sviluppo.
Non hanno bisogno di giocatoli costosi ma che siano sicuri e che il loro utilizzo non implichi alcun rischio né precauzione per cui non sia pronto il bambino, devono essere gestibili in maniera autonomo e non tossici.
 Inoltre, l’acqua, la sabbia, le scatole, i contenitori, le foglie, oggetti di colori diversi, palloni di tessuto, sono più adatti rispetto ai giocattoli troppo attrattivi, acquistati nei negozi specializzati.
L’importante è la creatività, i cambiamenti, le trasformazioni, le costruzioni, le decostruzioni cheil bambino può realizzare con gli oggetti con la quale gioca .
  I giocattoli troppo sofisticati, che esigono movimenti semplici e ripetuti  sono quelli che di meno contribuiscono allo sviluppo,in quanto l'attività creativa del bambino è praticamente nulla in quanto è il gioco che fa tutto da sè, magari schiacciando un semplice bottone!!. 
Se mettiamo nelle mani di un bambino piccolo una macchina a controllo remoto, quasi tutta la sua attività si riduce a schiacciare un tasto e a seguirla, poiché non può controllare il movimento della macchina in quello spazio; questa è una occasione povera di fronte alle possibilità che offrono, ad esempio, alcuni pezzi di legno
con la quale il bambino “fabbrica” una macchina, un garage, una pista, un ternino, una torre, una fila ...

 “L’essenziale è
 che il bambino giochi con i giocatoli 
e non i giocatoli con il bambino”

mercoledì 8 maggio 2013

L'influenza dell'educazione ricevuta nell'educazione del proprio bambino

La maggior parte dei genitori desidera e sente il bisogno di sapere quello che succede nella mente del bambino in determinati momenti, ad esempio quando è affamato, quando si mette a piangere improvvisamente in un momento di gioco, quando fissa con lo sguardo un punto...
 In queste situazioni i genitori si mettono nei panni del piccolo cercando di capire cosa egli stia pensando, stia succedendo nella sua mente, nel suo corpo, nel suo sguardo, e cercando di indovinare, basandosi sulla propria sensibilità e sul proprio vissuto, inevitabilmente influenzati dalla visione del mondo dell'adulto.
Molto spesso le risposte che i genitori danno ai loro piccoli dipendono in gran parte dal trattamento che loro stessi hanno ricevuto durante l'infanzia.

Già da neonato il bambino inizia a reagire e rispondere in maniera chiara e decisa (attraverso l'aumento o diminuzione della suzione,  il pianto, il movimento o scostamento del capo, i movimenti degli occhi, l'agitamento degli arti, lo sguardo, il battito cardiaco,...) a queste risposte; ciò accade in quanto egli si accorge che le sue reazioni, che i suoi pensieri vengono interpretati in un certo modo piuttosto che in un altro. Ecco perchè ogni bambino svilupperà una PROPRIA personalità.

Riflessioni riprese dal testo di D. Stern, Il diario di un bambino

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