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venerdì 12 dicembre 2014

Come scegliere giochi per l'infanzia "fuori dalla tradizione" ..... NON i soliti giocattoli!!

In riferimento all'avvicinarsi al periodo dei regali per eccellenza, vorrei condividere con voi alcune riflessioni e pensieri su come scegliere i giochi per i bambini piccoli, quali e perchè. Delle riflessioni che si scosteranno in assoluto dalle tradizioni commerciali che ci hanno inculcato.

0-3 anni è un periodo davvero importante per la naturale crescita del bambino, e gli adulti devono seriamente concentrarsi sugli acquisti che fanno per permettere il suo gioco, la sua scoperta, la sua conoscenza. Abbandoniamo gli impatti televisivi, i consigli pubblicistici e commerciali e le "gare al regalo più costoso" che fanno parenti, amici e vicini.


  • I giochi che il bambino possiede devono essere pochi e curati. I veri giocattoli di qualità sono fatti da materiali quale legno, metallo, stoffa. Materiali che offrono al bambino una esplosione di scoperta attraverso l'utilizzo dei cinque sensi ( cosa permette  e cosa "lascia" un gioco di plastica che basta spingere un pulsante e questo iniziare a urlare ?! Infatti spesso spaventano ..... )
  • Quali possono essere i "Buon Giocattoli"? Certamente quelli che stimolano l'immaginazione e la creatività del bambino, quelli che possono essere modificati-costruiti-manipolati-creati dal bambino e dalla sua storia tonico-emotiva, quelli che possono essere ben manipolati e presi da un bambino piccolo, quelli che permettono di essere succhiati, morsi, tirati, stropicciati, lanciati .... in tutta sicurezza dal bambino. Quelli che producono suoni meccanici devono essere suoni delicati e gradevoli, che non spaventano ne stordiscono il bambino.
  • Un'azione molto importante da fare è selezionare ed eliminare tutti quei giocattoli inutili regalati per il vostro bambino. Meglio la buona crescita del vostro bimbo piuttosto che un parente offeso!!! Tra quelli inutili (e non fatevi ingannare dalle pubblicità che affermano essere super-educativi!!!) vi sono tutti quelli che producono rumori, suoni e sono super luminosi: catturano l'attenzione del bambino, lo immobilizzano, lo stordiscono .... giocattoli sono fini a se stessi!! Poi vi sono i peluche che hanno peli che si attaccano alla lingua del bambino e tutti quei carillon ed attrezzi di intrattenimento che emettono delle musiche metalliche dai suoni sgradevoli per i bambini.
  • I giochi, come già detto, non devono essere sempre tutti disponibili e a portata del bambino. Lo spazio-angolo gioco che si crea per il vostro bambino deve essere ben pulito, ordinato, deve poter essere equilibrato ed armonico, anche nei colori (no a colori accesi!), in quanto tutto ciò permette ed aiuta l'immaginazione, la creatività e la concentrazione del vostro bimbo. Una volta che il bambino ha finito di giocare lo spazio ritorna in ordine (chiaramente è l'adulto che lo fa!! L'ordine non si insegna!!!!! I bambini ci osservano e lo imparano guardandoci!!!!!!!!!). Utilizzate ceste, sacche e non contenitori di plastica o di cartone!
  • Sfruttate le tradizionali ricorrenze per farvi regalare giochi che siano in linea con quelle che sono le capacità, le competenze e le sperimentazioni di quel periodo per il vostro bambino. Ad esempio, osservate che il vostro bambino piace molto giocare con le vostre pentole .... perchè non regalarle delle pentoline in metallo che possano essere sue, magari una cucina il legno - bellissimo è creare questi giochi in casa ( magari un papà, un nonno, uno zio amante del fai da te!!!) o in legno o in cartone spesso!!- ...... osservate che il vostro bimbo si sofferma spesso ad infilare qualcosa in qualcos'altro ... allora perchè non farsi regalare un incastro in legno, delle torri in legno, .....
  • Costruite giochi in casa, con l'aiuto dei parenti, degli amici, del vostro bimbo quando ne ha le competenze!!!
  • Scegliamo le proposte gioco nell'angolo del bambino in base alle stagioni .... non lasciamo secchiello e paletta lì in mezzo fino a Natale!!!!!
  • Creiamo una piccolissima libreria con testi di Letteratura di qualità per l'infanzia adatti ai suoi mesi o alla sua età (Bibliografie Nati per Leggere; Case Editrici Clavis Editore, Collana ZeroTre FancoCosimoPanini; Casa Editrice Babalibri; Casa Editrice Fatatrac; Casa Editrice Bohem; Ca sa Editrice L'Ippocampo).
  • Non impedite al vostro bimbo di giocare con padelle e cucina o con bambolotto; non impedite alle vostre bambine di giocare con macchinine e trenini ..... il gioco non ha sesso per il bambino!!!!!!!!!!!
  • Lasciate che il bambino giochi da sè ..... non intervenite e non interrompete il suo gioco .... non correggete il suo gioco ..... non invadete il suo spazio mentale ed emotivo!!!!!!!!!

mercoledì 1 ottobre 2014

Approfondimento: alcune proposte gioco "Montessoriane" per l'infanzia

Dopo un periodo di lunga assenza causa lavoro, voglio soffermarmi e approfondire alcune proposte gioco che sono state pensate da Maria Montessori per l'infanzia.
Vediamole insieme:


  • La Torre Rosa

La torre rosa è composta da una serie di dieci cubi in legno decrescenti con diverso peso e con lo spigolo che diminuisce gradualmente di cm1. Il cubo più piccolo ha lo spigolo di cm1, il più grande ha lo spigolo di cm10. Ecco perchè è importante che i cubi siano in legno e non in cartone: proprio perchè dietro ci sono finalità pedagogiche molto importanti!

Maria Montessori aveva esposto la sua idea in relazione all’uso della torre (che almeno inizialmente non era rosa, ma di legno non colorato), che prevedeva la costruzione simmetrica, utilizzando i dieci blocchi in sequenza. Ma aveva anche previsto che i bambini avrebbero provato grande gioia nel buttar giù la torre con una bella spinta al termine del lavoro. Secondo la Montessori, il grande contrasto tra attento lavoro di costruzione e successiva distruzione fosse perfetta per questa fascia d’età ( M. Montessori consiglia la fascia dei 36 mesi).

La torre rosa, appartenente all'ordine dei materiali sensoriali, ha come finalità diretta la coordinazione oculo-manuale, l'educazione del senso visivo alle grandezze ed alle proporzioni fra le dimensioni, il  riconoscimento e la denominazione degli opposti , la conoscenza dei diversi pesi. Mentre come finalità "implicite" ha il rafforzamento della memoria muscolare, la preparazione ad una memoria futura di tipo matematico-logico e ad una di scrittura.

  • Incastri Solidi o Cilindri con pomoli
Gli incastri solidi sono formati da un sostegno massiccio di legno, dentro la quale sono inseriti ad incastro una fila di dieci cilindretti muniti di un pomolo per la presa del bambino. Tali incastri fanno parte del materiale sensoriale montessoriano e possono essere proposti al bambino a partire dai 30 mesi. I cilindri possono variare di altezza e diametro in maniera crescente o decrescente o direttamente proporzionale. Il bambino inizialmente osserverà e si approccerà al gioco attraverso tentativi ed errori, dove lo stesso controllo dell’errore avverrà spontaneamente e progressivamente attraverso l’attività di gioco, e non attraverso le indicazioni o osservazioni dell’adulto. << Il desiderio del bambino di raggiungere un fine che conosce lo induce a correggersi>> .

  • Cilindri Colorati
I cilindri colorati sono formati da quattro scatole di cilindri, ognuna delle quali ne contiene dieci dello stesso colore (10 blu, 10 rossi, 10 gialli, 10 rossi, 10 verdi) variando però altezza, larghezza in maniera direttamente proporzionale, crescente, decrescente e inversamente proporzionale. E’ possibile offrire al bambino questo gioco sensoriale a partire dai 36 mesi +, potendo scegliere anche solamente un colore.



sabato 21 giugno 2014

Premi e Punizioni nelle riflessioni della Pedagogia Attiva.

Condivido con voi una mia riflessione:

Il pensiero pedagogico che sta alla base dell' educazione attiva, tra i quali la filosofia montessoriana,  non ricorre ad azioni di premi e punizioni dell'adulto. 
In breve, il bambino deve conoscere, sperimentare e scoprire il mondo circostante e se stesso attraverso delle azioni e reazioni spontanee, attraverso curiosità, libertà e gioia.

Il comportamento del bambino non deve essere rinforzato dall'adulto attraverso un premio o punizione in quanto subdolamente si educa il bambino ai giudizi positivi e negativi, al bene e male, al successo e insuccesso, alla capacità ed incapacità, al fatto di esserne all'altezza e al fatto di non esserlo: se fai bene, se fai, se fai in quel modo allora ti premio, sei bravo, sei bravissimo; ma se fai diversamente o non riesci a fare quell'azione, o non la fai nel modo in cui io adulto la penso, allora non ti premio, ti punisco ( dove punizioni, tanto spesso, sono anche verbali!) e quindi rinforzo negativamente l'azione, dicendoti silenziosamente "non sei stato bravo; non sei all'altezza. Sei incapace".
Ma facendo così inconsciamente si vanno a creare delle ansie, delle delusioni, delle tensioni da prestazione, delle insicurezze e delle paure inutili nel bambino. Emozioni negative che vanno primariamente ad intaccare la fiducia in se stessi, nelle proprie possibilità e capacità, nei propri sentimenti.


Testo di letteratura per l'infanzia: "Le mani di papà", Editore Babalibri
  
Nel pensiero pedagogico dell' educazione attiva, tra i quali quello montessoriano, non si contempla quindi un educazione basata su atteggiamenti di rinforzo positivo e/o negativo di un comportamento, di un'azione, di un pensiero, di una emozione .... ma si tende a rafforzare e ad evidenziare un'educazione basata sull'osservazione e sulla condivisione del PROCESSO secondo il quale il bambino giunge a quel determinato comportamento, a quella determinata azione, a quella emozione , sia esso giusto sia esso sbagliato.

E' il processo che deve essere 
"premiato" (apprezzato, riconosciuto, accettato, valorizzato .... ) 
 non il risultato finale!!!!!!

E' ciò che il bambino pensa, fa, crea, sbaglia, riprova, ritenta, sperimenta, comprende, conosce, sente, .... per arrivare ad una determinata azione che deve essere rafforzato!!!!!!!Le riflessioni pedagogiche dell'educazione attiva portano l'adulto a soffermarsi e ad apprezzare i processi e a tralasciare e dare meno importanza ai risultati. 

Ad esempio, capita spesso di dire "Ma che bravo/a!"; chiaramente il messaggio che viene comunicato in via implicita è: "Hai fatto questa cosa e sei stato bravo, buono ... implicitamente ti dico che quando questa cosa non la farai o non la farai in questo modo non sei bravo, sei cattivo, sei inadeguato, ...." ossia si offre all'altro, al bambino, una massiccia dose di insicurezza di sè e di incapacità. Il bravo/a può però essere trasformato se prima di tutto vi è una trasformazione, una riflessione, una messa in discussione dell'adulto e dei suoi principi che si porta con sè fin dalla nascita: un bravo può essere trasformato da un, ad esempio, "Grazie. Che gentile che hai costruito una torre con le costruzioni. Beh proprio alta e colorata sai!"; da un " Grazie! E' proprio un bel disegno pieno di colori, di linee ... e questo?! Ma hai disegnato anche un  cerchio?! Che cosa hai disegnato in questo foglio?!!"; da un "Sei riuscita a salire da sola nella seggiolina! Grazie di questa nuova conquista che hai fatto!! Ne sono proprio felice, significa che hai acquistato maggiore fiducia in te stessa e nel tuo equilibrio!"; da un "Ohh guarda la pipì è uscita! Grazie per questo regalo che mi hai donato! Sono proprio felice che abbia voluto condividere con me la tua pipì!" ........ questa trasformazioni vanno ovviamente fatte anche nel caso si dica " Sei stato proprio cattivo!" !!!!!!!! 

Bravo e cattivo sono parole, messaggi, sensazioni ed emozioni sterili che non aiutano il bambino a prendere coscienza e consapevolezza di ciò che gli sta accadendo, di ciò che lui è, di ciò che lui fà!!!



Riflettiamo su questi pensieri .....


Vi lascio con una riflessione sul gioco creativo del bambino, su ciò che è giusto e non è giusto secondo l'adulto e i suoi schemi mentali ....


"Salire lo scivolo al contrario, trasformare un letto o divano in una astronave, colorare il cielo di verde e il prato di blu ... questà è la libera espressione della creatività del bambino! Non diciamo mai loro che è sbagliato, perchè non lo è!".
Fonte: http://ordinefantasioso.blogspot.it/2010/06/e-fu-cosi-che-conquisto-lo-scivolo.html

venerdì 9 maggio 2014

Riflettiamo su: Non anticipare il naturale sviluppo motorio del bambino piccolo!

Nella nostra società il porre in posizione seduta prematuramente i bambini piccoli è una pratica abbastanza comune. Negli anni '50, la pediatra Emmi Pikler descrive come fosse normale che questi bambini, posizionati prematuramente dall'adulto in posizione seduta, mostrassero poi una tensione ed una rigidità muscolare notevole: così, quando ad un bambino viene anticipata una posizione innaturale per quella fascia d'età, gli si impone anche un'azione corporea ed un ritmo corporeo innaturale.
Ma la posizione seduta, come d'altra parte anche la posizione eretta del bambino, è una posizione che il bambino ottiene, scopre, comprende e sviluppa solo se da sè costruisce e sperimenta tutte le posizioni  e i movimenti transitori che la precedono, non tralasciando il fatto che è l'adulto che deve offrire tale possibilità di scoperta mettendo già dai primi mesi il bambino in posizione prona in un tappeto semirigido a terra; evitando di tenere la maggior parte del tempo il bambino in sdraiette, ovetti, box, girelli , passeggini ...... 

Ad esempio, secondo gli studi di Emmi Pikler per quanto riguarda lo sviluppo motorio naturale del bambino, egli riesce a sedersi da solo quando comincia a gattonare e da sè si posiziona in seduta (circa verso i 9 mesi).


Da questo si evince che se un bambino non riesce a stare seduto da sè ai 5-6 mesi non significa assolutamente che è un bambino che ha ritardi o anomalie nello sviluppo motorio e psicologico! 
E' sì anche psicologico, in quanto nel bambino piccolo 0-36 mesi lo sviluppo motorio-fisico va " a braccetto" e in stretta sintonia con lo sviluppo psicologico-emotivo-sensoriale e cognitivo.


Quindi perchè anticipare il naturale percorso del bambino?!

Quando un bambino che viene messo in una posizione seduta precoce e "ha iniziato a giocare" in questa posizione, probabilmente ha un bisogno costante di essere rassicurato e supportato dall'adulto in quanto il bambino non conosce e non sa gestire le azioni e le reazioni del suo corpo nello spazio circostante, che esercita nel bambino una forza di gravità (disequilibrio; caduta all'indietro; caduta in avanti; un oggetto che scivola lontano; ...) . Un bambino piccolo che, al contrario, è posizionato sul pavimento ed esplora l'ambiente attraverso le posizioni che domina da sè, è un bambino che non ha bisogno di questa costante supporto e rassicurazione profonda dell'adulto, in quanto è lui stesso in grado di gestire le azioni e reazioni del suo corpo con sicurezza e fiducia in sè.  

Inoltre, un bambino piccolo messo in posizione seduta anticipata, ha una tonicità passiva e "molle" delle articolazioni inferiori, articolazioni che vengono percepite dal bambino non come supporto e sicurezza. Le articolazioni inferiori di un bambino piccolo che ha avuto la possibilità di muoversi in libertà, sperimentando tutte le posizioni e i movimenti transitori, avranno invece più tonicità, saranno più attive e forniranno un supporto sicuro per il movimento e l'equilibrio del bambino. Di conseguenza, questa attività delle articolazioni inferiori invierà al cervello del bambino anche stimoli di carattere sensori, e questo avrà l'opportunità di sviluppare una mappa sempre più completa e complessa di attivazione del corpo e della sensorialità emotiva del bambino.

Ecco perchè si consiglia di evitare questa pratica sociale dell'anticipazione dello sviluppo naturale del bambino, iniziando proprio dalla posizione seduta. 


Riflettiamo quindi sull'anticipare anche le posizioni e il tempo del bambino per quanto riguarda i percorsi di autonomia dal pannolino alle mutandine.
Riflettiamo per crescere i nostri bambini e renderli attivi nel loro naturale percorso di crescita e non passivi alla volontà e bisogno dell'adulto !!!!

sabato 12 aprile 2014

I "pensieri-guida" dell'educazione attiva!

 Credo che questi pensieri sia davvero fondamentali averli ben presenti e chiari nel momento in cui ci si trova di fronte un bambino, una persona piccola! Pensieri che devono essere ben presenti in mente ma anche profondamente sentiti nel cuore.

Un bambino risponde «grazie» poichè ha sentito che è il modo di replicare quotidiano dell'adulto ad un'azione gentile e altruista, non perché l'adulto insegna a dirlo.

Un bambino si muove e scopre in maniera sicura lo spazio quando è consapevole che l'adulto non lo trattiene, ma è lì, con la sua presenza rassicurante, nel caso in cui lui abbia bisogno.

Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la paura e l'ansia dell'adulto.

Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, di piacere di conoscere: "Adulto, non sostituirti a lui, ricorda che il suo bisogno implicito è «Aiutami a fare da solo»!", come afferma Maria Montessori.

Quando un bambino cade correndo, e l'adulto gli aveva appena ricordato di muoversi piano su quel terreno scivoloso e in disequilibrio, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato. Punirlo è un gesto crudele. L'adulto avrà modo più tardi di spiegargli l’importanza dell'ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.

Un bambino non si interessa alla lettura, non apre un libro perché riceve un’imposizione dall'adulto (Quello è il modo più efficace per fargli odiare la letteratura!), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso in quell’oggetto che l'adulto tiene sempre in mano con quell’aria stupefatta, sorridente, orgogliosa.


Un bambino crede nelle fate se ci crede anche l'adulto.

Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore (anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori). L’ipocrisia dello stare insieme a tutti i costi per i figli aiuta a far crescere esseri umani terrorizzati dai sentimenti e dalle emozioni.

«Non sono nervoso, sei tu che mi rendi così!» è una frase da dimenticare e non dire mai.

Un bambino sempre attivo, alla continua scoperta del piacere di muoversi e sperimentare, è un bambino pieno di energia che deve trovare una valvola evolutiva di sfogo, non è un "paziente" da curare con dei farmaci ne un bambino da dover emarginare. E' un bambino che percepirà se stesso e le sue risorse stando a contatto prevalentemente con la natura.

Un bambino troppo pulito, troppo "igienico" non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, l'erba, gli animali, la neve, la pioggia sono tutti elementi con la quale vuole e deve entrare in contatto per la sua crescita.

Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo, non è un bambino malvestito,
 ma è un bambino che sceglie spontaneamente, secondo i propri gusti.

Un bambino pone sempre tante domande, sono le risposte dell'adulto ad essere davvero importanti; meglio un «Questo non lo so» se davvero non si sa rispondere; quando l'adulto si arrampica sugli specchi lui lo capisce e lo trova anche un po’ ridicolo!.

Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, la tristezza, la delusione, la rabbia: il bambino percepisce le emozioni negative, le legge, attraverso la sua lente sensibile, nel profondo del cuore dell'adulto. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, destabilizzato: l'adulto può spiegare perché è triste, il bambino è dalla sua parte.


Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, triste: vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.

Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.

Il bambino adora la confidenza, ma vuole un genitore che non sia un amico.

Un bambino è il più potente miracolo che si possa ricevere in dono. Onoriamolo con cura.

sabato 5 aprile 2014

*Approfondimento*: Approccio di Maria Montessori nella prima infanzia

Condivido con voi in questo post un approfondimento su come l'approccio di Maria Montessori, altra importante esponente della pedagogia attiva oltre ad Emmi Pikler, possa essere tradotto praticamente nelle vostre case, con i vostri bambini piccoli, offrendogli la possibilità di crescere in un ambiente, uno spazio e relazioni che lo accompagnano nella spontanea e libera crescita.

Gioco e ambiente montessoriano - Dai 12 ai 24 mesi

Ambiente
A 12 mesi i bambini piccoli hanno già raggiunto o quasi la posizione eretta e la camminata stabile. Se i bambini piccoli, già dai primi mesi hanno la possibilità di scoprire le diverse posizioni motorie da soli, se hanno la possibilità di cercare e sperimentare da soli le posizioni successive partendo dalla ottima posizione dorsale (chiaramente posizionati a terra su un tappeto semirigido!), a 12 mesi il loro sviluppo senso-motorio risulterà davvero fluido e stabile. I bambini, spostandosi così nello spazio, avranno il piacere di sperimentare attraverso l'utilizzo delle loro mani l'ambiente e gli oggetti collocati nello stesso. Proprio per questo lo spazio dovrebbe essere messo in sicurezza dall'adulto, portando ad altezza adulto solo gli oggetti che non si vuole che il bambino tocchi, manipoli, sposti, tiri, assapori ....
I bambini iniziano così ad avere il piacere di scoprire e sperimentare i limiti del proprio corpo, della propria volontà, del proprio equilibrio e inizieranno a voler arrampicarsi, salire, scendere, ... nel tentativo così di sfidare le proprie abilità senso-motorie. Importante è così offrire al bambino la possibilità di arrampicarsi, salire, scendere, correre, tuffarsi ...  sia in casa sia all'aria aperta (anche nelle stagioni invernali!). E in tutta questo piacere di sperimentare l'adulto sta accanto al bambino, offrendogli la possibilità di fare, guidandoli e rassicurandoli solo attraverso sorrisi, sguardi, sussurri, e non tensioni, ansie, paure, divieti, ... E' giusto che il bambino sperimentino da sè anche piccole cadute e piccole frustrazioni. L'azione importante dell'adulto in tali casi è rassicurare e rasserenare solo con un abbraccio, un sorriso, una carezza. L'adulto non dovrebbe scoraggiare il bambino con il suo comportamento protettivo a provare e sperimentare nuovi movimenti, nuovi giochi, nuove azioni, nuove posizioni. Il piacere di scoprire e giocare è davvero fondamentale per una buona e serena crescita del piccolo.

Giochi e materiali
In questa fascia di mesi i bambini sono in grado di prendere gli oggetti attraverso una chiusura della mano molto più sviluppata e attraverso una coordinazione oculo-manuale più "precisa". L'adulto non dovrebbe offrire al bambino dei giochi che risultano essere troppo difficili per il sviluppo, ma offrire al bambino giochi che portano il bambino a sperimentare, provare e riuscire dopo prove, errori e autocorrezzioni. Quindi è possibile offrire torre ad anelli, piccoli puzzle di legno, pannelli sensoriali, incastri di varie forme, arcobaleno con anelli di diversi dimensioni ....
Anche i blocchi di legno sono sempre ottimi da offrire. In un primo momento il bambino avrà il piacere di costruire e distruggere. Poi, successivamente, il bambino si interesserà a costruire torri sempre più alte, sperimentando l'equilibrio/disequilibrio.
Nel piccolo spazio dedicato al bambino si può posizionare, quando l'adulto osserva un certo interesse del bambino alla penna dell'adulto, un piccolo tavolino con seggiolina e offrire al bambino, in un vassoio, carta colorata e in una ciotolina matite. Progressivamente si può poi offrire al bambino altri materiali per colorare, quali pastelli a cera, tempere ...
Mettere a disposizione del bambino anche delle ciotole vuote e palline, pon pon, tappi di metallo, tappi di sughero ... per far sperimentare al bambino il gioco spontaneo del dentro/fuori; anche una scatola delle stoffe; anche delle ceste con il gioco euristico. In generale offrire al bambino la possibilità di toccare, manipolare, scoprire e giocare con del materiale prettamente naturale e quotidiano.
Telaio Apro/Chiudo
Nel momento in cui l'adulto vedrà il bambino attratto dall'aprire/chiudere, egli potrebbe offrirgli la possibilità di giocare con pannelli delle serrature, telai delle chiusure (bottoni, velcro, zip, bottoni clic clac, gancetti,...) o quiet book, tappi di varie dimensioni e relative bottiglie.

Linguaggio
In questo periodo i bambini stanno imparando anche a comunicare attraverso l'uso di un vocabolario molto più vario e consistente. L'adulto può aiutare questo percorso del bambino verso il linguaggio attraverso un costante dialogo con il bambino, attraverso un linguaggio "da adulti" e non inventando il "bambinesco". L'adulto non si deve limitare a comunicare col bambino solo per dire, spiegare, vietare, indicare, direzionare le loro azioni, le loro emozioni, il loro gioco-pensiero, ma anche per raccontare le azioni, le emozioni, anticipare il tempo dell'adulto, le azioni dell'adulto.
Fondamentale è l'utilizzo di libri di letteratura per l'infanzia di qualità, canzoni e filastrocche per favorire il loro vocabolario. Parlare lentamente e chiaramente permette a loro di sentire, percepire ogni suono. Offrire al bambino un motivo per comunicare, il piacere di dialogare.
Gli argomenti che interesseranno tanto ai bambini in questo periodo (sulla quale si può ricercare filastrocche, libri di letteratura per l'infanzia) saranno: animali, i suoni degli oggetti, il cibo, il corpo, la giornata del bambino.
L'adulto potrà osservare inoltre che il bambino non percepisce solamente il linguaggio verbale dell'adulto, ma anche il tono, il ritmo, il respiro, il corpo ...

 Giochi di cura e ambiente montessoriano - Da 24 a 36 mesi

Ambiente
In questa fase i bambini hanno bisogno di crescere in un ambiente e con adulti che gli offrono maggiore autonomia e libertà di gioco ed azione. Principalmente l'ambiente va organizzato in modo tale da offrire al bambino di compiere autonomamente e da sè le azioni di gioco e di cura. Ciò offre così al bambino il senso di realizzazione, di autostima e di fiducia in se stesso e nella sua persona.
La "chiave" è quella di creare un ambiente in cui si può riuscire ad essere in grado di fare le cose da sé in modo sicuro. E' un ambiente che cambia, cresce e si evolve con lentezza, passo dopo passo, seguendo la veloce lentezza dello sviluppo naturale del bambino.

Camera da letto
Il bambino a questa età può avere il proprio letto. Se è troppo alto e si ha paura che possano cadere, si pùò posizionare anche un materasso a terra, posizionato su di un tappeto alto e semirigido.
I giochi possono essere posizionati in un angolo della stanza e contenuti in ceste diverse ad altezza bambino, in modo tale che è al bambino ha decidere come, con che cosa e qunado giocare. I bambini a questa età hanno bisogno di ordine esterno per poter sviluppare il proprio senso di ordine interno. Una volta terminato il gioco l'adulto può mostrare al bambino il riordino, tenendo presente che il bambino impara attraverso l'imitazione. In camera, nell'armadio, è possibile creare un cassetto dove posizionare i vestiti che il bambino può spontaneamente scegliere di indossare (chiaramente pochi pezzi e in ordine).

Bagno
Il bagno potrebbe essere organizzato con un vasino in vista del bambino, uno spazio attrezzato per permettera al bambino di lavarsi le mani e lavarsi i denti. Per tal caso è utile avere una scaletta da poter offrire al bambino nel momento in cui da solo vuole raggiungere il water o il lavandino di "mamma e papà".
Lo spazzolino e il dentrificio, tali da essere ben manipolati dal bambino, possono essere offerti su di un piccolo vassoio. Disponibili e ad altezza bambino vi dovrebbero esserci anche un bagnoschiuma e un asciugamano. (Il bagno potrebbe a volte trasformarsi anche in una bellissima occasione di gioco con acqua e bolle!).

Soggiorno
In questa zona si può organizzare un piccolo spazio ricavato su di una mensola o libreria o mobile basso nel quale posizionare i suoi giochi che lui può decidere di giocare quando, come vuole. Si può anche proporre un un piccolo tavolo di legno con sedia per permettera al bambino di poter giocare liberamente anche sul tavolino. Possono essere proposti sul tavolino anche pastelli o colori per dipingere.
Torre Rosa
Al bambino inoltre, nello spazio soggiorno, può essere messo a disposizione un tappeto od una stuoia in quanto fornisce al bambino non solo la possibilità di giocare a terra ma anche crea uno spazio di contenimento per il gioco del bambino.

Zona pranzo
Il bambino può gustarsi il cibo o al tavolo coi propri genitori attraverso l'utilizzo di seggiolone o nel suo tavolino con seggiola. Chiaro è che il gusto del cibo condiviso a tavola coi propri genitori assume davvero tutto un altro sapore affettivo.
Il bambino può avere a disposizione un piccolo cassetto della cucina dove poter prendere da solo piatto, posate e bicchiere (non dovrebbero essere di plastica). Il bambino attraverso l'osservazione dei propri genitori del come e perchè toccano, spostano, maneggiano oggetti con una certa delicatezza, impara a maneggiare e spostare di conseguenza anche oggetti più fragili. Potrebbe essere utile posizionare sul tavolino del bambino (nel momento in cui il bambino deciderebbe di mangiare lì) una tovaglietta con i disegni delle posate e del bicchiere, offrendo la possibilità di posizionare giustamente le posate al tavolo. Per versarsi da sè l'acqua (fa da sè) è anche possibile offrire al bambino l'opportunità di disporre una caraffa in vetro da 0,25l.

Libri
I libri sono sempre un must per ogni fase dello sviluppo del bambino. Scegliere libri adatti alla fascia di età che siano consigliati dalla letteratura di qualità per l'infanzia. Da evitare libri con storie lunghissime. Scegliere libri che sono rilevanti per la loro vita quotidiana, per le emozioni e le azioni quotidiane che vivono. In tal modo il loro interesse sarà alto in quanto azioni, emozioni e sensazioni vissute realmente.
Come sempre scegliere libri che trattino argomenti realistici. Maria Montessori afferma che la fantasia, la proposta di elementi fantasiosi possa essere proposta al bambino solo dopo i 36 mesi.

Giochi di vita pratica
Maria Montessori ha osservato che i bambini sono attratti e partecipanti alla cura del proprio ambiente. I giochi di vita pratica sono quelle azioni ed attività che gli adulti fanno ogni giorno e i quali bambini osservano, imitano e riproducono. Giochi quali spazzare, lavare, spolverare, caricare la lavastoviglie, caricare la lavatrice ... Per offrire ciò si potrebbe mettere a disposizione del bambino una piccola scopa ed una paletta; uno straccio; costruire una learning tower per permettere al bambino di partecipare attivamente al lavaggio piatti ... E ricordarsi che i bambini apprendono osservando ed imitando; i gesti, le azioni, i movimenti valgono più di tante parole ed indicazioni.


Cura di sé
Lasciare libero il bambino di sperimentare il vestirsi, svestirsi, mettersi le scarpe, toglierle, .... Tutto ciò può essere aiutato offrendo al bambino la possibilità di giocare con i pannelli montessoriani delle cerniere, velcro, bottoni, gancetti ....

Giochi di cura per l'ambiente
Offrire al bambino la possibilità di prendere da sè scopa, paletta, straccio ...
Inoltre è possibile offrire al bambino un piccolo innaffiatoio che permette al bambino di prendersi cura delle piante e dei fiori presenti in casa o in giardino o in terrazza. E' necessario mostrare al bambino dove poter prendere l'acqua e come prestare attenzione a non far uscire l'acqua dall'innaffiatoio attraverso una camminata lenta. Proporre questa attività nel momento in cui si osserva che il proprio bimbo abbia una buona manipolazione degli oggetti e soprattutto un buon controllo del proprio corpo e dei propri movimenti.

Giochi di preparazione dei cibi
Il cibo è davvero interessante per il bambino in quanto il cibo è relazione. Poter dedicarsi alla preparazione e alla cura di quello che poi mangeranno potrebbe aiutarli anche a gustare diversamente ciò che hanno nel piatto. Per effettuare questi giochi è necessaria la Learning Tower, la quale può essere cistruita anche da sè. Può essere proposto al bambino di lavare la frutta o verdura, sbucciare la frutta, utilizzando sempre attrezzi facili e sicuri per loro.
Inoltre può essere proposto nel suo tavolino un vassoio con del pane tostato, un po' di burro e un po' di marmellata per prepararsi da sè una buonissima merenda, genuina.

Linguaggio
Circa verso i due anni i bambini spesso hanno una vera e propria esplosione del loro vocabolario. Fin da sempre è giusto utilizzare un linguaggio da adulti per relazionarsi con i bambini e non inventare il cosidetto "bambinesco". I bambini ascoltano e comprendono benissimo il vocaboli della lingua italiana. In questa fascia di età il bambino ascolterà tantissimo ed inizierà a ripetere a pappagallo le parole, le frasi, le espressioni, il ritmo e l'enfasi che l'adulto utilizza nella comunicazione.
Quando i bambini di questa età sbagliano l'articolazione o la pronuncia di alcune parole, è bene non correggerli dicendo dell'errore, in quanto ciò può creare timore e insicurezza nel bambino, limitando così la sua scoperta di parole nuove. E' utile semplicemente ripetere il concetto che loro hanno espresso utilizzando il termine giusto con serenità.
Parlare con i bambini attraverso frasi complete; preparare con le parole le azioni dell'adulto; dare parole ai loro sentimenti ed emozioni; il miglior modello di apprendimento per il loro linguaggio è l'adulto.

sabato 22 febbraio 2014

La ricchezza del gioco in natura e all'aria aperta: apprendimento e benessere.

Nei servizi per l'infanzia svedesi ( fortunatamente anche in alcuni servizi per l'infanzia italiani!!) le attività di gioco vengono svolte in tutte le stagioni dell'anno con ogni agente atmosferico, indipendemente dai periodo stagionali e dalle condizioni climatiche perchè questo fa parte della scoperta. Si sensibilizzano i bambini al contatto con la natura per sviluppare anche un "sotteraneo" discorso di sostenibilità ambientale.



La natura offre davvero tanti materiali per le attività di gioco e apprendimento: sassi, pigne, foglie, erba, terra, legni, neve, acqua, ....  

I bambini imparano a cooperare, a concentrarsi, a stare in equilibrio con il corpo, sviluppano le capacità motorie, imparano a conoscere i paesaggi, ad acquisire un senso di sicurezza e a prendersi cura dell'ambiente.

Con l'attività esterna si scatenano una serie di reazioni chimiche che abbassano lo stress e fanno bene alla salute. I bambini che sono a contatto con animali e natura hanno maggiori capacità di adattamento e apprendimento, oltre al fatto che si ammalano molto meno. I bambini che stanno molto a contatto con la natura (prima degli 11mesi), sono molto meno stressati e diventeranno degli adulti più sensibili.





 Per un buon processo di apprendimento, anche per quanto riguarda le scuole primarie, è importante che le attività di gioco o le attività didattiche facciano riferimento ai quattro aspetti sensoriali:
- il lavoro con le mani (tatto)
- il lavoro con la testa (mente)
- il lavoro con il cuore (aspetto emotivo)
- il lavoro con il corpo (salute).


Il rafforzamento dei sensi è molto importante poichè proprio attraverso ad essi si arriva alla memorizzazione e l'alternanza fra il fuori (ambiente naturale) e il dentro (proprio sè) costituisce una circolarità che che rafforza l'apprendimento. Tutti i sensi devono essere usati perchè si sviluppino: olfatto, vista, gusto, tatto.

Per concludere, Anders Szczepanski, professore e direttore del Centro Europeeo dell'Ambiente e dell'Istruzione all'Aperto in Svezia, sostiene che prima di tutto
<< siamo noi adulti che dobbiamo avere voglia di proporre attività di gioco all'aperto, di esplorare il paesaggio intorno e capire come utilizzarlo per il bambino>>.

sabato 25 gennaio 2014

Riflessioni tratte dal libro "Neonati Maleducati" di Paolo Sarti,pediatra fiorentino.

Paolo Sarti, pediatra, scrive un testo intitolato "Neonati maleducati. Imparare a essere genitori e a riconoscere i propri errori", nel  quale sottolinea che in questa epoca gli adulti stanno crescendo dei figli insicuri, inabili, poco dotati di autonomia e soprattutto poco muniti di quelle doti che rendono una persona libera, capace e sociale: la tolleranza e l'adattabilità.



Da tutto ciò ne deriva quindi poca tolleranza e aggressività, la scarsa disponibilità alla fatica e all'impegno, la non tolleranza dei piccoli disagi , caratteristiche queste che sembrano permeare gran parte della società moderna e che ritroviamo nel mondo dei bambini e della loro educazione, sostenute dalla riflessione "il bambino non deve soffrire". 

Una riflessione di certo nobile in quanto dovrebbe permettere di lavorare nella comprensione delle vere fonti di sofferenza per il bambino. E invece no: una riflessione che sta andando nella direzione poco costruttiva: bambini, quindi, protetti e resi felici allontanandoli da ogni forma di limite, di frustrazione, di costrizione, di regola ... sfuggendo così all'impegno educativo, costante e attento, alla quale l'adulto è chiamato.

Anche i più piccoli disagi devono essere subito risolti, in quanto non sopportabili, permettendo di imparare al bambino che anche le più piccole sofferenze vanno subito scacciate.
Riporto poi un pensiero che Paolo Sarti scrive in questo saggio:
<< Non passa giorno che non varchi la porta dell'ambulatorio un bel bambino paffuto, col ciuccio ben serrato in bocca, con lo sguardo attento e controllore, accompagnato da una madre preoccupatissima per il "tremendo" raffreddore che lo affligge: "...ma se è così tappato", domando io, "da dove sta respirando, dagli orecchi?!". "Non scherzi dottore, la cosa è seria" ribatte regolarmente la madre. In effetti è seria: si è perso a tal punto il senso di realtà che si può pensare di avere un figlio quasi soffocante per il raffreddore e di correre per questo dal dottore ... mentre in verità lui se ne sta sereno col ciuccio in bocca a cercare di capire perchè mai è finito in ambulatorio!>>.
 Gli adulti, spaventati e paralizzati dalle brutture sociali che si creano, alimentano intorno ai bambini un clima di terrorismo che li porta a diffidare di tutti e tutto, senza rendersi per nulla conto che sono invece gli adulti stessi che si prendono cura del bambino a rafforzare le vere cause della sua sofferenza, ingabbiandolo in uno stile di vita frenetico, stressante e ansioso.

Al bambino di oggi viene così a mancare "la noia", un ottimo strumento invece per rafforzare la fantasia, la creatività, l'elaborazione, per cercare stimoli creativi, per verificare le proprie capacità immaginative.

Paolo Sarti si sofferma inoltre a riflettere sugli effetti della mancanza di educazione e formazione all'autogestione e alla gestione sociale: fin da piccoli i bambini vengono esposti all'effetto di tale carenza ossia quello che presto essi divengono onnipotenti alla quale tutto è dovuto. Piccoli tiranni, ma tiranni senza regno, in quanto la vita che dovranno poi affrontare da soli chiederà ben altre competenze e capacità.

I genitori di oggi sembrano quasi sopraffatti dalla responsabilità educativa, quasi a divenire inermi;troppo fragili e carenti di autonomia anche ideologica, per sostenere il carico dell'opposizione e contrapposizione insita nel processo educativo.
Per reggere un conflitto, un disagio, una fragilità bisogna essere solidi nel progetto che si porta dentro, amanti del concetto per cui si lotta, altrimenti è facile divenire ed evolversi in genitori "maleducanti", incapaci di educare a causa di una sofferenza che paralizza non appena si avverte il sapore del conflitto col proprio figlio.


Ma è questo che serve ai figli? Genitori che non hanno più una dignità del proprio vivere sociale, tutti annientati in nome di un figlio sempre più ineducabile? Genitori che condizionano tutte le loro scelte di adulti alla immatura volontà di un figlio onnipotente? O forse a questi bambini servirebbe "imparare e sperimentare", pena qualche piccola protesta o pianto, qualche piccola frustrazione, qualche piccolo momento di noia?!
E crescere non è facoltativo, è obbligatorio.



giovedì 2 gennaio 2014

Ahii,la "bua" !! Accogliere il dolore fisico infantile.

Leggendo, in questo periodo di feste, la rivista mensile di carattere pedagogico-educativo, "Bambini"  alla quale è abbonato il nido d'infanzia nella quale lavoro, mi trovo di fronte ad un articolo della psicologa Maria Teresa Pedrocco Biancardi sulla "bua". Chiaramente mi ha subito colpito in quanto mai ho letto nessun esperto che si soffermasse su questa tematica.
Condivido con voi alcuni pensieri chiave dell'articolo.

Il dolore fisico è una realtà presente nella vita dei bambini, come quella di qualsiasi essere umano. Ma, per gli adulti, non è sempre facile riconoscere in determinati pianti dei bambini il segno del dolore fisico. Spesso, nel bambino piccolo, gli adulti che si prendono cura di lui, traducono il suo pianto in segnali di fame o di sonno o di difficoltà digestive ( le tradizionali "colichette").
La prima preoccupazione che sorge nell'adulto è quindi quella di attenuare e trasformare il pianto attraverso l'utilizzo di azioni o gesti che cercano di deviare il bambino dalla fonte del disagio, spesso però con "risultati" inefficaci.

Il pianto del bambino piccolo, quando è insistente e resistente ai tentativi di cura, è fonte per l'adulto che se ne prende cura di tensione, di ansia, di paura, di impotenza ... tutti stati d'animo ed emozioni che il bambino coglie, avverte attraverso anche i movimenti, gli spostamenti, i tocchi, le prese, la tensione che i corpi comunicano.

In realtà, la posizione più consolatoria, accogliente e rassicurante per il bambino piccolo è tenerlo in braccio in posizione eretta, petto contro petto. Difficilmente un bambino in questa posizione continuerà a piangere in quanto è la posizione che richiama e rievoca il "marsupio"; mentre può capitare che se abbracciato nella posizione di schiena il bambino provi ancor di più disagio e tensione.


Il bambino, crescendo, incontra giornalmente, delle piccole "bue" - caduta, zuccata, taglietto, ditino schiacciato, morsetto, un graffio .... - che normalmente mostra attraverso il pianto e, quando il linguaggio è ben sviluppato, il racconto di ciò che è accaduto.

L'adulto, molto spesso, cerca di minimizzare o sdrammatizzare l' avvenuto attraverso frasi tipo " Non è niente!" , " Passa subito!" , " Gli diamo un bacino o gli facciamo una carezza e passa tutto!", " Dai che sei un bambino forte e coraggioso, su in piedi!"... accorgendosi spesso che questa accoglienza della "bua" non funziona!

Perchè il bambino non riesce a rassicurarsi con una sdrammatizzazione? Riflettendo, ci si rende conto che nel momento in cui c'è una situazione di caduta o altro, il bambino non sta affrontando solamente un dolore fisico, ma pure un "dolore" emotivo: quindi il dolore fisico è accompagnato da un sentimento di "fallimento", da spavento, dal bisogno di condividere la tristezza causata da una impotenza di scoperta e sperimentazione autonoma.

Il bambino piccolo e non solo, si aspetta dall'adulto non solo una consolazione corporale, ma anche, e soprattutto, una consolazione affettiva, una condivisione empatica della sua tristezza.

E' importante mettersi e porsi all'altezza del bambino, chiedendo dove fa male, trovando insieme il picolo graffio, .... osservarlo. Poi si può passare alla cura attraverso gesti, sguardi e parole che emanano dolcezza e rassicurazione, sicurezza e competenza: "Mettiamo un cerottino così il graffio è protetto e guarirà presto!" , " Andiamo a prendere insieme un po' di ghiaccio e lo mettiamo sul bernoccolo. Il ghiaccio è molto gentile perchè non farà gonfiare la botta e la farà sparire presto!" ....

Il bambino si rassicurerà immediatamente dalla sua tristezza, dal suo fallimento, e traccerà segretamente dentro di sè una trama fatta di fiducia di sè, di sicurezza, di Persona attiva.

Quindi, per concludere, è giusto far vivere al bambino che si trova in una situazione di "dolore fisico" una esperienza di protezione e rassicurazione piuttosto che trasmettergli la sensazione di essere trascurato, di non stare a cuore a nessuno.

Le parole che riassumono sono: pazienza, rassicurazione, premurosità, attenzione.


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