Giochi ricchi con materiali poveri. Cesto dei tesori e Gioco euristico.

Gioco Euristico con materiale povero e destrutturato
E’ attraverso il gioco che il bambino elabora la progressiva conoscenza e comprensione della realtà, la strutturazione dello spazio, l’elaborazione e la simbolizzazione dei desideri, delle angosce e delle potenzialità inconsce.
Da questo si può comprendere come mai sia così importante scegliere e selezionare il materiale che è proposto nel gioco del bambino.
Attraverso la manipolazione e la sperimentazione di giocattoli caratterizzati da materiale naturale e appartenente alla vita quotidiana dell’adulto, quindi oggetti semplici, apparentemente (per noi adulti) insignificanti, il bambino si pone domande, costruisce conoscenze e abilità, compara risultati, domanda agli altri, creando così complessi e duraturi percorsi d’apprendimento e di crescita individuale.
Nei primi due anni di vita del bambino, il gioco con materiale “destrutturato” e semplice (quale, ad esempio, cestino dei tesori, gioco euristico, cofanetto delle stoffe, bottiglie sensoriali e sonore, …) gli permette di sperimentare le proprietà fisiche degli oggetti, di scoprire e conoscere le proprietà termiche (freddo/metallo, caldo/legno, …), di conoscere gli oggetti attraverso le cinque sensorialità, di relazionare gli oggetti tra di loro, di comprendere le reazioni degli oggetti all’azione del bambino; gli consente di svuotare e riempire dei contenitori – dalle scatole in cartone di varie dimensione ai barattoli in latta alle ceste di legno e vimini -, di disperdere per poi raccogliere, di introdurre e tirare fuori degli oggetti all'interno di altri oggetti; gli permette di sperimentare i rumori degli oggetti sbattuti tra di loro, di comprendere le diverse sonorità dei materiali, ecc...
Tutto quello che non gli permetterebbe un sonaglio in plastica, un gioco musicale di plastica con pulsanti, luci e colori, un tavolo primi apprendimenti di plastica (è davvero fonte di apprendimento un gioco tale?) e tanto altro materiale gioco più commerciale – definiamolo così.
Da una parte le cento possibilità di conoscenza e la libertà creativa che offre materiale quale legno, metallo, stoffa, cartone, pietra, ecc…; dall'altra la limitata possibilità di conoscenza della plastica e del gioco commerciale; (pensato nei minimi dettagli da un adulto secondo finalità ben precise).
Cestino dei tesori e Bottiglie sonore
I materiali naturali e di recupero non prevedono infatti un utilizzo univoco e "corretto" da parte dei bambini ma si aprono a molteplici e illimitate possibilità di gioco. 
Diventano così strumenti privilegiati ed estremamente efficaci per favorire e veicolare i primi contatti e le prime interazioni con l'altro. Non posseggono azioni prevedibili e standardizzate come quelle di parecchi giochi che si trovano nel  mercato ludico per la prima infanzia.

Soffermiamoci così nella descrizione di due particolari tipi di gioco semplice (che potrete serenamente creare anche nelle vostre case!), proposte da Elinor Goldschmied nella sua pedagogia.


Cestino dei tesori

Cestino dei Tesori - Lula Creazioni e giochi artigianali
Il cestino dei tesori è una proposta gioco indicata per i più piccoli, da circa sei mesi a 12 mesi, ossia per i piccoli che non hanno ancora conquistato la posizione eretta e quindi si spostano poco nell'ambiente. Il Cestino è composto da materiali quali, ad esempio, legno, metallo, sughero, ottone, pietre, conchiglie, spugne naturali, piume, stoffe di varie consistenze (pelle, cotone, lino, pizzo, peluche, velo, …), pigne, sassi, ecc...; tutti elementi che diventano capaci di sollecitare la curiosità e l’esplorazione spontanea da parte dei bambini, sia riguardo le loro caratteristiche specifiche e peculiari – consistenza, peso, forma, colore, odore, sonorità, sapore – sia riguardo al fatto che sono materiali completamente "investibili" ovvero in grado di essere plasmati, trasformati, esplorati, assemblati, utilizzati in base alle curiosità interpretative che si intrecciano con le competenze, le abilità e la creatività dei bambini.

Inoltre, la continua manipolazione degli oggetti nel Cesto e la loro sperimentazione permette al bambino di sviluppare l’abilità all'uso delle mani nella prensione, rafforzare e affinare la presa a pinza, favorire la sensibilità al contatto con materiali percettivamente diversi, sperimentare la coordinazione oculo-manuale e i movimenti grosso-motori delle mani.
La preparazione di questo gioco necessita di una certa cura nella fase di reperimento e selezione degli oggetti e nella loro conseguente manutenzione, pulizia e sostituzione.
Tutti gli oggetti vanno sistemati all'interno di un cesto in vimini, largo circa 35 cm e non più alto di 20 cm.
Occorre porre il Cesto sopra un tappeto morbido, a terra, magari davanti ad uno specchio ad altezza bambino. L'adulto che si prende cura del piccolo, durante la scoperta e il gioco, ha il compito di osservare, di garantire uno sguardo attento e rassicurante, una presenza che accompagna il bambino nel piacere di scoperta e manipolazione. Quindi un adulto che non interviene e non insegna al bambino come maneggiare gli oggetti.


Gioco Euristico
Dopo il primo anno di vita, i bambini sentono il bisogno di esplorare e scoprire autonomamente il modo in cui gli oggetti si comportano nello spazio, e fra di loro, a seconda di come vengono maneggiati.

Hanno, perciò, bisogno di un’ampia varietà di oggetti con i quali sperimentare questo: oggetti sempre nuovi, naturali, semplici, appartenenti alla quotidianità dell’adulto, ma interessanti.

Il verbo greco “eurisko”, da cui il termine euristico, significa “riuscire a scoprire” o “raggiungere la comprensione di”. Questo è esattamente ciò che i bambini fanno da soli, senza bisogno che gli adulti li indirizzino: basta che abbiano i materiali idonei a portare avanti le loro esplorazioni.

Gli oggetti possono essere divisi in base al tipo di materiale o in sacchetti di tela/cotone o in ceste di vimini con altezza massima di 20 cm: ad esempio, metallo, stoffa, legno, materiali naturali, ...
Il materiale gioco deve essere lasciato a disposizione del bambino, magari su un mobiletto a sua altezza, in modo tale che il piccolo potrà prenderlo autonomamente quando vorrà, posizionandolo a terra, nel tappeto, antistante il mobiletto. 
A fine gioco, il bambino e il genitore insieme potranno raccogliere il materiale, riordinandolo nelle diverse ceste o sacche, sotto forma di gioco, permettendo così al bambino l'apprendimento della complessa regola del riordino e della differenziazione del materiale.

Esempi di Materiali utilizzati
legno (sughero, castagne, pigne, scatole di varie dimensioni, cubi, cerchi, anelli tende, spatole, cucchiai, portatovaglioli, portauova, puzzle, mattoncini, pennelli da barba, mollette, …);

metallo (cucchiai, cucchiaini, fruste, chiavi, spargi fiamma, coperchi di varie dimensioni, scatoline, portachiavi, coperchi, colini, piccoli pezzi di catene, piattini, …);

stoffa (pelle, peluche, lino, cotone, spugne naturali, yuta, velo, pizzi, nastri, …);
carta di varie consistenze e misure.

Per un eventuale studio e ulteriore conoscenza di queste due proposte gioco, consiglio la lettura del testo:
Persone da zero a tre anni, E. Goldschmied e S. Jackson, Edizioni Junior.